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10월 14일 Leggere la mente, percependo le emozioni altrui - 4 marzo 2007A volte capita di soffermarsi con i pensieri su arditi desideri, su sogni che vagano per anni ed anni nella propria mente, magari ci pensi tutte le notti prima di dormire, e speri che il giorno dopo quando la notte è ormai alle porte ed i sogni a volte neanche li ricordi, speri che questo giorno possa essere migliore degli altri.
Continui a sperare, che qualcosa cambi e che la tua vita si trasformi in una favola su scie di desideri realizzati, su prospettive vive soltanto nel tuo cuore, che pian piano prendono forma senza che tu te ne renda conto, neanche noti i cambiamenti finche non accade qualcosa, che in un solo secondo cambia la visuale di una vita da paese, trasportandoti su prospettive che ti potrebbero portare nella mente e nei cuori di tutti. Ci sono settimane che volano, come quella appena passata, tra treni presi a tarda sera come quelli di mercoledì, oppure quelli romanticamente persi di giovedì, incontrando casualmente un amico a termini e passando a casa sua le poche ore che rimangono prima di tornare a faticare. Treni persi per un secondo, lo stesso secondo che mi ha cambiato la vita, in un lunedì sera che è stato da sogno, un accordo di edizione inaspettatamente proposto ai miei occhi dalla casa editrice Mursia, una collana letteraria chiamata “Nuove Tracce”, la firma più importante della mia vita, quella della realizzazione artistica e dell’affermazione definitiva dei miei pensieri di uomo in primis e di poeta successivamente. A volte il lavoro toglie molta comunicazione agli esseri umani, e strumenti come le e-mail, la chat, il telefono ci tengono più uniti virtualmente, ma cene come questa che raccolgono le menti ed i cuori di ognuno di noi, proiettati nella propria avventura personale verso gli obiettivi preposti nei nostri cuori, verso le nostre ambizioni, fanno dimenticare quanto sia bello stare tutti insieme ridere, bere, fumare, parlare, prendersi in giro, guardarsi e sorridere solo per un gesto, a volte l’ambizione tiene lontano le cose veramente importanti e pian piano ti rendi conto di quanto ti manchino, e diventi malinconico, così che crei cene come queste, supportate dall’aiuto familiare, che riuniscono i desideri di tutti noi, quelli di essere per una sera qui a ridere, scherzare tutti accomunati dalla passione per la comunicazione in genere, o dalla polenta? :-) Oscar Wilde disse: “L’ambizione è l’ultimo rifugio del fallimento”, pensare solo all’ambizione ti tiene lontano dagli amici, ed ambire troppo ti porta a cadere, ed a rimanere senza amici. Questo discorso, viene scritto ancora una volta per tutti voi, Alessia, Daniele, Marco, Alessandro, Zuca, Zanna e tutti gli altri, presenti quasi tutti i giorni della mia vita, siete gli amici più importanti che ho, siete i protagonisti diretti delle mie emozioni, con voi ho vissuto le risate più belle da quando sono al mondo, su di voi posso contare sempre, perché siete persone con un grande cuore, che non si tirano mai indietro quando un amico ha bisogno di voi. Una volta Rimbaud disse: “Sono un poeta ma vorrei essere un veggente”. Molto volte guardo le persone dritte negli occhi e credo che non ci voglia molto nel leggere la mente, nel percepire le emozioni altrui, basta saper capire cosa gli occhi trasmettano, per arrivare a comprendere quello che l’anima altrui sta cercando di farvi percepire, una specie di magia che Coelho interpretava così: “Il saper sfruttare tutte le doti e le caratteristiche della persona stessa, esaltando quello che il destino ti ha donato, lo scrittore purtroppo è sempre da solo con se stesso, è un guerriero della luce che cerca un anima pura su cui costruire la sua arte, per lui la bellezza è la purezza dell’animo, leggiadra, sottile ed incontaminata”. L’affermazione professionale sul lavoro, l’affermazione artistica che sto per realizzare, mi donano una serenità unica, mi rimane solo di realizzare la teoria che Plotone espose sulla creazione dell’uomo e della donna. Il mio obiettivo nella vita? Farvi “Crescere e sognare” con le parole, come solo Jacques Prévert sapeva fare, incitandovi sempre di più nell’inseguire i vostri sogni , non arrendetevi mai, io sono un esempio lampante e vivente di come i sogni più desiderati si realizzino nel momento più inaspettato della vita. Vi voglio bene amici miei, senza di voi cosa sarebbe uno scrittore? Cosa narrerebbe? Di quali emozioni si alimenterebbe? Dove sarebbe Sperlonga, i campeggi, le palme scalate da topi ubriachi, i falò investiti dalle nostre urla, i piatti di pasta con funghi e salsicce deliziosi e dalle donne invidiati, i pugni sui tavoli a far volare un posacenere, dove sarebbero i router asfissianti di Clemente, i cori ubriacanti di Gianluca Picchio al di fuori di pub da Leffe ricolmi, le capre ubriache barcollanti sulla strada di casa, lo sapete dove sarete?’ In tutte le librerie d’Italia, descritti dalle parole di un poeta che sa leggere la mente attraverso gli occhi, raccontando le vostre anime trasformate in ritratti, racconti e poesie che rappresentano le nostre emozioni, semplici, pure e ricolme d’amore! Dal sorriso, alla lacrima...Come si passa da mille risate ad una lacrima? :--) ve lo spiego…
Le risate: Domenica mattina, pre-pranzo, sono uscito e mi sono recato al laghetto qui vicino casa, vi si trova una sorgente naturale, mia madre non può alzare pesi, così l’ho accompagnata a prendere l’acqua. Nel viaggio di ritorno, una volta parcheggiati nel garage, mia madre apre il cofano, mi dirigo verso le taniche, boommmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm! Enorme testata sul cofano alzato!!!! Le risate……………..mia madre rideva come una pazza, i miei zii, nel vicinato non ve dico…………….bah…………….la cosa positiva? DONARE IL SORRISO AGLI ALTRI INCONSCIAMENTE. Notare le sfumature, anche nelle cose sciocche, è importante, per cercare di far stare meglio anche gli altri, in questo fatto che vi ho raccontato, è stato molto importante che il fato mi abbia fatto sbattere la testa, il padre di mamma, non sta benissimo, e quindi lei di conseguenza non ha un umore solare di questi tempi, quindi vederla ridere di cuore, per dei miei buffi gesti, mi ha fatto stare meglio……..LE HO DONATO IL SORRISO, per questa settimana, sono contento così!!!
La lacrima: Sabato ho messo le cuffie alle orecchie, il mio fedele Ipod mi accompagna ovunque, e sono andato a passeggiare per il centro del paese, erano circa le 15.00, faceva freddino, ma giravo solo con una felpa, mi sono fermato al mio solito bar, ho parcheggiato la macchina, ho preso il caffe e sono partito ponendomi l’obbiettivo di arrivare in piazza e andare a trovare il mio compare(quello che mi regalò la mia prima penna, una Mont Blanc all’età di 7 anni), ha perso la moglie qualche settimana fa, e non avendo avuto occasione prima di andarci, ne ho approfittato questo sabato, so che si sente solo, e quindi volevo fargli un po’ di compagnia. Quando ero lì, non ha fatto altro che parlare di lei e piangere, di solito mi racconta, ogni santa volta, del fatto che quando ero piccolissimo, seduto al seggiolone, lui mi incitava a prendere il bicchiere di vetro per bere da solo, e che un giorno litigando con mia madre, per questo fatto, io davanti a loro, ho preso il bicchiere e ho bevuto da solo, mettendo a tacere entrambi :--) Me lo racconta ogni volta che vado lì, era diventato come un rituale da anni, lui è anziano, a 87 anni, ma è una persona molto colta, con dei bei modi di fare, e di porsi, sono molto legato a lui perché mi ha regalato quella penna, vedendo in me, prima di tutti la vena poetica…….. Non so come abbia fatto, ma quella penna la custodisco e uso da anni, e ha scritto tantissime poesie sulle scale di piazza di Spagna, dando vita alla mia prima raccolta. Poi sono andato a trovare mio nonno, e stando in quella stanza dove lui è coricato, notando gli oggetti, la sveglia vecchio modo, con la carica, i vecchi quadri, i vecchi mobili, tutto ciò che una volta, era di moda, e che ora è antiquariato, mi sono reso conto, che sono passati tantissimi anni, i miei occhi sono diventati lucidi, pensando che sono cresciuto, che le persone che ora sono accanto a me, stanno invecchiando, e pian piano lasceranno questa terra, mio nonno guardava di fuori, ripensando a tutte le cose che prima faceva, badare agli animali, alla terra, sempre in movimento, sempre impegnato, ora costretto in una stanza, si è messo a piangere, e le mia lacrime hanno accompagnato le sue, unendosi in un dolore comune. Non smetterò mai di dire, che dolore e gioia sono la stessa cosa, emozioni uniche che vanno vissute entrambe fino in fondo, senza paura e senza tirarsi indietro!!!!
Un pensiero per Welby, non capisco come la procura di Roma, possa emettere una sentenza del genere, quando quel povero ragazzo sta soffrendo tantissimo, e vorrebbe avvicinarsi al nostro creatore, tener conto della sua volontà, vuol dire portare “rispetto”, e lui è libero di decidere, se vivere o morire, in determinate condizioni! LIBERTA’!!! Ora dovrebbe presentare ricorso e continuare la sua lotta. Sapete che tutti i politi attualmente al governo, hanno tutti, ma tutti e proprio tutti la fedina penare sporca????????????? Uno schifo…..ladri al potere, e credono di decidere bene. Uno solo ne rispetto, Pannella, perché lui è sempre vicino a casi di “Cuore”, per lo meno lui, è se stesso davanti a tutti, se fa le canne, e lo fa in pubblico, senza nascondersi, mentre gli altri politici fingono di essere dei santi!!!!!!!! Anche nel caso Welby ci sta mettendo l’anima! Sia chiaro, non sono di alcuna parte politica, e non lo sarò mai.
La scrivania, è incasinatissima, cd e dvd sparsi ovunque, portacenere a forma di Bob Marley con la lingua di fuori e su di essa vi sono posate 4 cicche di sigaretta, 5 casse più centralina, uno schermo 17 pollici lcd, un catalogatore di dvd elettronico, il mio nokia N80, la tastiera wireless dalla quale vi trasmetto le mie emozioni, la mia mente che mescola cuore e anima per dar vita, a qualcosa che possa essere sensibile e umana, una newsletter più attenta, ai fatti, al natale che si avvicina, si dice: “E’ natale, siamo tutti più buoni” E se invece cercassimo di esserlo sempre???? Non sarebbe meglio?!?! :--)) Alessandro il GrandeSu scie di folta e fresca erba, di caciotte imbandite, un giorno due animaletti si incontrarono e si conobbero, Alessandro la capra, è un tipo dall’aspetto cupo, non lo conoscevo, e mi rimase un po’ impresso per i suoi modi di fare, la sua freddezza, ed i suoi sorrisi e battute colmi di ironia.
Mirco il topo era un animaletto che impazziva per il formaggio, e queste due anime nonostante la loro diversità, andarono molto d’accordo, si dicevamo sempre le cose in faccia, a volte con toni aggressivi e forti, però se la dicevano e questo era l’importante, questi due animaletti non hanno mai litigato, e si sono ritrovati spesso soli in lunghe bevute davanti al bancone, in compagnia del solito Roberto, a rimembrare vecchie avventure di increduli compagni, e durante la settimana, quando il marciapiede era vuoto, loro due c’erano sempre, sapevano che si sarebbero sempre incontrati in quel bar, verde, che li attirava tantissimo. Lo vedevo quasi sempre solitario, un po’ come me, lasciato andare su quel marciapiede, davanti a quel bar, con il bicchiere di vino in mano, da quel giorno, quando lo vidi cosi solitario, decisi che non doveva esserlo più, perché anche io ero li, e noi ci incontravamo senza chiamarci, uscivamo, andavamo lì, e ci si ritrovava a bere insieme, silenziosi o caotici che fossimo. La cosa che più ammiro di lui, è la sua freddezza, nel dire di no, nello stare da solo, vorrei anche io avere quella sua stessa capacità di isolare le emozioni dal corpo, so che è una persona forte, lo ha dimostrato in tante circostanze, e soprattutto ultimamente. È stato un week-end duro, per tutti, tante lacrime sui volti di tutti noi, suoi amici, ogni minuto passato insieme a lui, uniti nel suo dolore, chi più chi meno, eravamo tutti sullo stesso livello emotivo, perché tutti noi vogliamo bene ad Alessandro. Era tempo che mi chiedeva: “Scriverai qualcosa per me e George Best??” Un altro suo nomignolo, lui è un portiere e gioca a calcetto, le sue parate hanno dell’incredibile, quando deve giocare, non tocca bicchiere e mette la passione in ciò che fa, esattamente come fanno Davide, Zapone, e il Blues-Man quando suonano, ragazzi, artisti, che giocano con la fantasia nelle loro vite, anime sensibili, che ogni giorno mi stupiscono, a volte in negativo, ed a volte in positivo, ma pur sempre mi stupiscono con i loro sogni sempre accesi! Il linguaggio dell’anima
Andante, ondulante, a volte curvo, a volte poco visibile, appena accentuato, quasi effeminato, mai racchiuso, al di sopra di ogni sopruso, il sorriso, è il linguaggio dell’anima, sorridere ti dona positività, e ti aiuta interiormente ad essere sempre forte! Questo concetto espresso in un aforisma di Pablo Neruda, è uno dei miei concetti di vita, anche nei momenti tristi, si deve trovare la forza di sorridere, in fondo non si sa mai chi potrebbe innamorarsi del vostro sorriso! Mi piace a volte donare il sorriso agli altri, in modo che il mio si disegni di conseguenza, mi piace vedere la gente ridere, perché si crea un feeling unico, che non riesce ad essere spezzato da nessun evento, il sorriso dell’amicizia, è il più bello al mondo, e ti dona una pace unica dentro, una pace che solo il sentimento disinteressato sa donare. Lo sbadiglio? Che si trasforma in sorriso………………non è bellissimo??? Specialmente se accade, tra due persone innamorate, quante volte ho sorriso in passato, vedendo il mio amore, sbadigliare, guardarmi, e il trasformarsi del suo sbadiglio da un sorriso provocato da una mia particolare gestualità, anche in un così piccolo particolare si possono notare delle sfumature, sottili ed uniche per tenerezza, dolcezza e gioia. E il sorriso tra le persone del tuo stesso sangue??? A volte in famiglia capita, molto spesso, che non si trovi la forza di dire a voce alta: “Ti voglio bene mamma, ti voglio bene papà!” Non la si trova, e spesso basta un sorriso per digli ciò, molte persone lo fanno, io a mia madre gli ho detto che le voglio bene tramite una poesia, la consegnai tra le sue mani, quando era in ospedale, e la sua assenza aveva creato in me un vuoto enorme, credetemi quando dico, che per essere madre di un poeta, devi sopportare le peggio esagerazioni, non è facile, e lei non mi ha mai negato nulla, non mi ha mai tradito, e mi ha sempre difeso, per questo a volte, mi nascondevo dietro la porta di casa quando rientrava dal negozio, e le mettevo paura, facendola saltare in aria, e vedendola ridere, io stavo bene e lei stava bene, in un momento delicato per la sua salute, dovevo fare di tutto per farla sorridere, e spesso ci riuscivo. Mio padre, è un tipo un po’ più duro, uomo di vecchio stampo, siamo spesso in contrasto, due caratteri forti e “duri di testa”, spesso litighiamo, pure di brutto, ma il rapporto con lui è bello così,e gli voglio bene per questo, perché mi ha sempre consigliato bene, e anche grazie a lui, che ora ho un buon lavoro, perché fin da quando ero piccolo mi ha saputo dare i consigli giusti, sulle scuole, sui corsi, e anche se io e lui ci abbracciamo poco, o quasi mai, gli voglio un bene dell’anima, e per questo a tavola la sera, faccio lo scemo, per ridere tutti insieme, in un momento della giornata che raccoglie, la stanchezza, e i sorrisi di tutti!!! Curve materiali, che si disegnano su volti tristi, curve simbolo del linguaggio dell’anima, curve che fanno innamorare, curve che fanno amare, curve che uniscono le famiglie, curve, e soltanto curvi sono i lineamenti del sorriso, eterna fonte di serenità e positività! 10월 6일 Ballando e scrivendo sulle onde del Gran Mar Rosso - Il poeta sballato e il ballerino rovinato
Il mio caro amico fato, ancora una volta lascia il segno, la poesia con cui do vita alla cronologia delle avventure del ballerino ed il poeta, ha un significato molto forte, e prende il nome da una sfumatura che sono riuscito a percepire in questi dieci giorni, quando siamo arrivati, il vento ha iniziato a tirare, quando siamo partiti, nell’ultimo giorno ha smesso, e così questo evento ha creato la poesia che segue:
Vento d’Egitto
Soffici onde, Si espando nell’infinità dei miei sensi Ammorbidendo i naturali suoni, Emessi dalla natura di un paese incantato Sullo splendido mare egiziano nato.
Soffice vento porta via le tensioni Allevia le illusioni Rafforza le emozioni E forse in futuro porterà Anche nuovi doni,
Incantato dalla cordialità della gente Rispettosa nei gesti e nella mente Di una cultura dai media gonfiata Per una guerra in passato scoppiata.
Cammelli, piccoli safari Grandiose fumate, sbornie leggiadre Accompagnano il totale relax Di un mare strepitoso Sotto la costellazione Dell’orsa maggiore situato
A me questo viaggio dal destino donato In una notte fonda da solo tralasciato Rilassato, leggiadro e spensierato.
Nel balcone posato, a notte inoltrata, quasi la mattina è arrivata, Danilo più del solito rovinato, ora davanti a me è passato, il vento, la sabbia, il rumore delle onde, la splendida costellazione dell’orsa maggiore perfettamente sopra di noi, come potevo non prendere il portatile e dar vita ad un nuovo racconto??? Come potevo non provare l’emozione di scrivere sotto le stelle del mar rosso?? Non potevo…..non farlo!!!!!!! Un imprevisto appena nato, di un attesa appesa al “filo”, con ansia aspetta ora Danilo… Un nuova emozione, da ballerino rovinato a ballerino fortunato??? Chissà se squillerà…. Il suo compagno poeta rimane sempre e purtroppo sballato…..
Ebbene la storia del ballerino e il poeta inizia non qui su queste rive, non tra il rumore di queste fantastiche onde notturne, non sotto questa costellazione, ma molto prima, da quando mio cugino Danilo con molta insistenza voleva passare delle giornate in giro con me, così dato che non esiste al mondo ragazza capace di “realizzare piccolo e folli sogni” come le mie proposte al buio, dopo aver sondato alcuni miei cari amici come Daniele, Simone, Marco, l’ho chiesto a lui, e prima di partire gli dissi che in terra Egiziana dovevano conoscerci come il poeta e il ballerino. Insomma una piccola messa in scena di identità che rievocano le nostre due profonde passioni, uno nella danza, e uno nella scrittura, senza vergogna, con amore e con calore, qui ci hanno apprezzato e prima di arrivare in hotel già ci conoscevano, perché Danilo con la sua prorompente ed a volte troppo teatrale simpatia travolgeva tutti.
A Fiumicino un ragazzo di colore che era rimasto a dormire lì a causa dello sciopero dei voli, stava senza soldi, ed era affamato, noi stavamo mangiando e così gli abbiamo comprato un panino e abbiamo fatto amicizia, questo ragazzo Simwaka è rimasto colpito dal nostro gesto e voleva ricambiare in qualche modo, così subito ci ha chiesto carta e penna per lasciare i suoi contatti, e ci ha invitato ad andarlo a trovare negli Stati Uniti. Poi sull’aereo una coppia di signori italiani, Amerigo e Monica, simpaticissimi, e anche con loro, tante risate, qualche sonno, e abbiamo scambiato i contatti, erano curiosi di leggermi. All’aeroporto del Cairo abbiamo conosciuto Edy, un ragazzo di colore, Danilo faceva lo scemo gridando: “voglio fumà!!!” tanto nessuno lo capiva, e invece c’era questo ragazzo che dopo 2 anni faceva ritorno nel suo paese, lavora in Europa e parla italiano, e guarda caso aveva un amico che lavora dentro l’Hilton Plaza Hotel di Hurghada, così l’ha chiamato e come siamo arrivati ci hanno accolto come fratelli, non con la semplice stretta di mano, ma con un abbraccio, e credetemi qui abbracciare una persona vuol dire portare molto rispetto, la prima virtù che mi è saltata agli occhi è proprio questa.
Quindi questo ragazzo Massimo, egiziano, Hurghadese doc, che tra l’altro parla benissimo italiano, ed altre cinque lingue, è stato il nostro punto di riferimento, da lui potevamo ottenere tutto e ci trattava davvero come fratelli, abbiamo preso un appartamento in riva al mare invece che la camera in hotel perché la simpatia di Danilo ha conquistato subito il responsabile della reception, alle due di notte, appena arrivati ci ha mostrato le due tipologie di alloggi, camera extra lusso con vista dall’alto su tutta la baia, oppure appartamento a 10 metri dal mare, ovviamente per essere romantici con noi stessi, abbiamo optato nella scelta che conduce alla spiaggia…. Un lusso continuo, cambi stile in vertiginosi, dal costume, al completo elegante di sera, contornato da donne Russe in “freddi” drink bevuti insieme, da ragazze appena conosciute, e subito per casa partite, una stagione quasi conclusa, però di mille risate con altri italiani, con tutti gli amici egiziani, dai pizzettari, ai dj, dal volley sulla spiaggia degli animatori, ai gestori di ristoranti italiani, dalla reception, al giardiniere, al nostro amico fumatore Mahomoud!!
Che dire di questa persona? Mahomoud… La persona più vera, più sincera, più calorosa, più amica del luogo, colui che intrattiene la gente con gentilezza, modi di fare cortesi, colui che prepara i narghilé ai turisti, in un piccolo spazio davanti al bar della spiaggia, stavamo sempre da lui a fumare i tabacchi più strani accompagnati da splendido e gustosissimo tè nero egiziano, le stelle, i dialoghi in inglese con il nostro amico, gli scambi di cultura, le tantissime risate, ci hanno unito in un modo incredibile a lui, dovunque stavamo quando lui passava sulla spiaggia, ci chiedeva sempre se avevo bisogno di qualsiasi cosa, una grande persona, come se ne trovano poche al mondo. Di fianco a lui “il napoletano”, un ragazzo con strani occhiali da soli, simpatico e che gestiva un cammello, e faceva fare giri con il suo amico Oscar a tutti i turisti della reggia in cui soggiornavamo, lo chiamiamo così perché dice di essere stato a Napoli per due mesi, e secondo voi, ancora stava a lavorare con i cammelli se aveva vissuto a Napoli??? All’inizio, Danilo lo distraeva e io scattavo le foto al cammello, perché voleva cinque euro a foto, a me veniva da ridere solo a guardarlo, e così gradualmente è divenuto nostro amico, ricordo ancora una sua scenetta comica, mi sono buttato per terra dal ridere, stavamo giocando a beach volley, la palla va fuori e passa davanti a lui, inizia a correre dietro alla palla, dimenticando che nell’altra mano reggeva il cammello per una corda, quindi vedevi la palla correre, lui che correva goffamente dietro la palla, e il cammello che correva dietro a lui!!! Lo ringrazio ancora per i massaggi miracolosi fatti al mio collo gli ultimi due giorni, è stato grandioso mi ha levato un incubo di dosso in cinque minuti. Loro sono le due persone da strada, umili e simpaticissimi che con i loro gesti spontanei e che venivano dal cuore, hanno conquistato subito le nostra attenzioni.
Sulla spiaggia quando sentivi qualcuno gridare, eravamo io e Danilo, tanto non ci capiva nessuno, e così i pochi italiani che c’erano ci hanno subito individuato, i primi sono stati Diana e Davide, due ragazzi simpaticissimi, che hanno legato subito con noi, e come ci siamo conosciuti non ci siamo più persi di vista, dedico a loro queste righe del racconto e auguro a Diana, tutto il bene possibile, dal momento in cui leggerai, sai a cosa mi riferisco, ti sono vicino con il cuore perché riesco a percepire le tue emozioni. Abbiamo subito deciso di fare il safari in moto insieme, e il primo sabato siamo partiti, con il venerdì prima in giro per la città, a cercare una banca Western Union perchè già avevamo finito i soldi! Bellissimo il deserto di notte, una figata pazzesca, una cinquantina di ragazzi e ragazze su delle moto a 4 ruote, che viaggiano sui sessanta chilometri orari, in fila indiana, abbiamo percorso venticinque chilometri nel deserto per raggiungere il villaggio dei beduini, dove abbiamo fumato, mangiato e bevuto insieme a loro, ma lo scopo principale del safari era vedere il tramonto nel deserto, così portai con me il telefono cellulare per fare le foto, e disgraziatamente un cammello mi ha fatto fuori il display del cellulare, e non ho potuto purtroppo più fare foto nella settimana successiva. Il tramonto è stato bellissimo, in cima ad una collina, in mezzo al deserto, con al fianco il mio cuginetto preferito, siamo stati romantici con noi stessi, coi i nostri animi sfortunati in amore. Nel tornare con le moto, era ormai giunta la notte, e abbiamo affrontato il deserto notturno, e devo dire che è stato bellissimo, emozionante e travolgente, guidare di notte, nella sabbia alzata dai nostri mezzi che ci riconducevano sulla strada del nostro amato Hotel.
Negli stessi giorni, è nata un'altra amicizia con altri due ragazzi italiani, Enrico in arte “Gigi la trottola”, e Manuela, lei vive in Austria e lui lavora a Roma, vicino dove lavoro io, quindi le giornate trascorrevano lentamente, e tutti quanti insieme, avevamo formato una squadra di beach volley interamente italiana, che sfidava qualsiasi altra nazione, portando sempre clamorose rimonte e vittorie inaspettate, mantenendo alto l’onore della nostra Italia! Con noi c’erano anche Dino e Francesca due infermieri, due ragazzi del sud, lei aspetta una creatura, ed era in viaggio di relax, è stata molto coraggiosa perché ha affrontato il safari con noi, soltanto con una variante, la jeep al posto della moto! Un saluto anche a loro.
Poi è avvenuta la conoscenza più assurda e stravagante di tutta la vacanza, Misha, un ragazzo russo sballatissimo, che professa la religione indù, vive in india 5 mesi su 12, e nella vita non fa nulla oltre al meditare, fumare, e rispettare il suo Dio. A primo impatto ti sembra una persona strana, tutto rasato, un codino in fondo alla nuca, colorato, sempre sul Surf in balia del vento, che vive la vita sul motto: “Nothing is bad!” sempre con la sua pipetta dietro, e con le cuffie alle orecchie, lui era la nostra guida in mezzo alle ragazze russe, lo sentirvi urlare i nostri nomi, dall’altra parte della spiaggia, mentre noi giocavamo, e noi mentre nuotavamo urlavo il suo nome quando ci passava vicino con il wind-surf!!! Ci ha invitato a visitare l’india, per la troppa simpatia e feeling che c’è tra di noi.
Negli ultimi due giorni abbiamo conosciuto due ragazzi olandesi, Michael ed Hellen, che soggiornavano nell’appartamento affianco al nostro, posseggono un camping in Olanda come attività, abbiamo scambiato subito 4 pensieri con loro, e abbiamo subito notato che c’era la stessa sintonia di pensiero e lo stesso stile di vita, ci siamo lasciati andare a qualche fumata e dialogano con loro, e anche questi ultimi due ragazzi ci hanno invitato a visitare l’Olanda, cosa che terrò molto in considerazione per le prossime vacanze.
L’ultima sera all’insegna della magia del luogo, proprio in questa ultima serata, sono arrivate ventisei ragazze russe, e noi alle cinque di mattina dovevamo partire, un segno evidente che l’amore con queste vacanze non c’entra nulla, ci dirigevamo nella discoteca dell’hotel, e come siamo entrati c’era un animatore dall’aspetto un po’ bizzarro, capelli lunghi rasta, vestito tutto di bianco, con un muso da cattivo, che ballava sul palco, Danilo come ha visto che sapeva ballare bene, si è tuffato sul palco e l’ha sfidato a ballare, dando vita ad un duello davvero straripante, ovviamente ha vinto il mio cuginetto che ha concluso le danze ballando sulla testa, e alternando gambe in aria, e contorcendo il corpo come onde del mare.
Alla fine della sfida siamo andati tutti insieme a bere, e proprio mentre avevamo i bicchieri in mano, Danilo ha fatto un gesto di cortesia chiedendo al bizzarro animatore se volesse favorire dal suo bicchiere, bene signori miei, questo uomo ha cominciato a mordere il bicchiere, mangiandolo pian piano davanti ai nostro occhi, facendoci vedere che la sua bocca non sanguinava, e facendoci sentire con le nostre mani che ingoiava tutto il vetro, e sapete cosa ha fatto dopo aver mangiato il bicchiere??? Ha fatto un bel rutto!! Ci ha spiegato che è un fachiro, che mangia fuoco e vetro, esattamente fino a 7 casse di bicchieri, senza problemi, insomma cose da rimanere senza fiato, come il fatto di non vedere la luna per nove giorni, e poi vederla spuntare nel cielo all’improvviso nell’ultimo giorno, oppure osservare il cielo per dieci giorni senza vedere una nuvola bianca! Ancora una volta mi sono reso conto di essere una piccola particella dell’universo e che conoscere culture diverse è sempre bellissimo, e che il mondo non è come viene descritto dai media, gli arabi sono persone come noi, non ci odiano anzi ci adorano e gli piacciono gli italiani perché hanno sempre il sorriso sul volto, loro ci dicevano sempre: “You are funny!” e ci abbracciavano! Nelle ultime ore, insieme a Mahomoud, Misha, Danilo, abbiamo organizzato un piccolo festino tra di noi, per salutare il posto, le stelle, la spiaggia, l’incantevole mare, il nostro amico egiziano ci ha abbracciato fortissimo, e ci ha detto che avrebbe sentito tantissimo la nostra mancanza! Con la promessa che forse in aprile torneremo a visitare la terra dove il vento, la sabbia, il mare, le stelle, un cielo sempre limpido senza nuvole, una terra dove sono nove anni che non piove, una terra rimasta incanta e che si adatta benissimo al mio animo bucolico, un paradiso di emozioni uniche che vengono fuori soltanto alla vista di questi luoghi rimasti “ibernati” nei meandri del passato, ma soprattutto dove la gente vive di calore unico, di rispetto per il proprio Dio, e per gli altri, abbiamo lasciato tanti amici li giù, e sono sicuro che tornerò a farvi visita. Anche perché nell’ultima serata la nostra simpatia è arrivata fino al manager dell’hotel che è per metà napoletano e metà egiziano, ci ha proposto di rimanere una settimana in più gratuitamente offerta da lui, ma purtroppo il lavoro chiama e mi duole andare via da questo luogo che mi dona una serenità assoluta, insomma abbiamo conquistato tutte le persone del luogo, e nessuno è sfuggito alle nostre urla e al nostro caos!!!
Una vacanza come la volevo io, in un hotel da urlo, una reggia favolosa, con tutti i comfort necessari, con gente sempre gentilissima e calda, con la persona giusta al mio fianco, lui danzando in duelli con fachiri, io scrivendo e riportando con il migliore metodo di comunicazione al mondo le nostre gesta! Sole, relax assoluto, comunicazione, e splendida natura hanno affievolito i nostri nervosismi distendendo i nostri animi, oltre l’infinità della serenità che l’universo ha dentro di se, mi sento rigenerato, più calmo e rilassato, e questo è anche grazie a te Danilo! Dopo questa avventura, caro Danilo, per me e te ne vedo altre all’orizzonte Europeo e non solo, mondo preparati, abbiamo appena iniziato!!!!!!!!
Dedico questo racconto, alla persona che per molto tempo desiderava passare dei momenti con me, il mio cugino Danilo, sapevo già che sei una persona bellissima, in questa avventura me lo hai confermato, e sono contento di averla passata con te perché mi sono divertito tantissimo unendo la tua pazzia alla mia follia, ti voglio bene caro Danilo, non lo dimenticare mai, anche se l’amore non ci è amico in questo periodo, arriverà anche per noi la persona giusta, nel frattempo lo sai che ti dico? Io e te abbiamo ancora molto luoghi da visitare!!!!!!!! 6월 10일 "Amore" secondo un poeta- Cena del compleanno 04/03/2006
Dal titolo penserete: “Di nuovo, ancora? NO!!! Basta non ne possiamo di sentir raccontare di donne, e dell’amore!!! Nah!!!!” Vi vorrei emozionare e stupire ancora con le parole, se possibile, spero di riuscirci e di compiere una lieta e gradevole recitazione di questo scritto, che ancora una volta amici miei, anche se può non sembrar dal titolo, è dedicato a voi, amici di emozione e vita, di sorrisi e gioie, ma anche di dolori e incomprensioni, che compongono la vita umana! L’amore, non è solo coppia, gioco sulla parola amore con dei doppi sensi, in vari campi della vita sociale, vi espongo cosa ne penso, delle varie tipologie di amore che esistono al mondo, che ho provato, vissuto, e che cercherò di imprimervi con le parole! Si deduce dalla parola amore, un’emozione che si prova verso una persona, uomo o donna che essa sia, familiare o parente, amico o compagna, conoscente, uno sconosciuto con cui vivi gioie e dolori di tutti i giorni, che poi con il tempo impari ad amare. Amore, verso la donna dei sogni che non hai, o verso quella che sembra somigliare ai tuoi sogni, che sembra adattarsi così sinuosamente a te, e che non puoi avere, così deciso dal destino, cerchi, cerchi, ma non trovi, allora meglio stare fermi, ed attendere che il fato compia il suo percorso e disegni la strada di nuove emozioni, insieme a quella persona senza volto. Amore verso la famiglia, chi più di loro ti ama? Chi più della creatura che ti ha messo al mondo potrà mai amarti? Nessuno, loro ci sono e ci saranno sempre, qualsiasi problema tu abbia, in qualsiasi circostanza, soprattutto nelle più importanti, nelle scelte di vita, nei consigli, nei gesti, negli affetti, nei soldi, nelle emozioni, soprattutto quelle, a volte, spesso si dimentica di dire ai propri familiari, quanto gli si voglia bene, e questo è un grave errore, ma non tutte le persone sono uguali, chi esplicita i propri sentimenti in un modo, chi in un altro, chi non li esplicita, ma non per questo, non ama i propri figli, basta un abbraccio per farti capire, quanto una persona che è sangue del tuo sangue, ti voglia bene, e ti ami, anche qui si torna all’amore. L’amore più bello di tutti, si proprio quello, che compone l’amicizia, sensazioni uniche, amicizia tra uomo e donna, con la promessa di non sfiorarsi mai, di essere intimi, e grandi amici, di rispettarsi, di scherzare, di rincorrersi, di prendersi a calci per finta, o chissà per davvero! Che fissa, siete davvero delle bellissime persone, adoro stare con voi, ridere, gioire, anche se a volte nel silenzio, quando scrivo per voi, a volte non so chi citare nei miei racconti, perché alla fine le persone che sono sempre con me, si sanno quale sono, le persone di cui ti puoi fidare veramente, si contano sul palmo di una mano, sono poche, uniche e fantastiche!!! E proprio quelle persone che stanno sempre con me mi emozionano tantissimo, Daniele, amico informatico, di sbornie e confusione, amico di un intera vita, sei te la persona con cui attualmente più legato, perché la mattina alle 7.20, giù alla stazione ci sei te a farmi compagnia, te provi le mie stesse emozioni, la mia stessa stanchezza, tu mi comprendi e stare con te, è sempre un grande piacere, perché mi fai ridere, emozionare, imprecare, lasciarmi andare in cene solitarie, insieme a te ed Alessandro, contornate da verdura ripassata, salsicce e vino a volontà!!! Barbara, anche se non ci sei perché oggi hai lavorato, e la tua società si sarà finalmente trasferita, e tu spero avrai, come dici sempre te, finito di fare “lo scaricatore di porto”, lì ad impacchettare e archiviare tutte le documentazioni, ti cito ugualmente in questo racconto perché tutte le mattine, anche te mi fai compagnia sul treno, a volte, su quel poggiolo, attaccata e me, con il braccio quasi sgretolato dal tuo corpo, in mezzo a mille doppi sensi, a tanti sorrisi, ed a tenere e inconsuete dormite, perché tu ci sei anche al ritorno da Roma, e senza di te viaggerei solo, la sera, quindi per questo ti cito, perché mi sono affezionato a te come amico, e ci tengo alla tua compagnia ed al tuo pensiero anche se non sei qui presente. Marco, come non citare te? È impossibile, perché sei cresciuto con me, ormai non mi stupisci più, so che ogni volta, ne combini una nuova, quindi sono prudente, e mi discosto da te, non se sa mai fai cadere qualche bicchiere o bottiglia di vino, ma tu sei incredibile così, come sei, simpatico e inconsciamente comico, giocherellone, a volte un po’ troppo, non cambiare mai, ti voglio troppo bene, fratello mio, sei quel tipo di persona, che anche se non vedi da qualche giorno o settimana, quando la si incontra, è come se l’avessi vista l’attimo prima, quelle amicizie uniche e che sono rare al giorno d’oggi. Gianluca e Andrea Zannitto, Massimiliano, Luigi, Simone, Davide, Clemente, Ramona e ancora Davide, Penna e Danilo, sicuramente ci saranno altre persone, che non finirei mai di descrivere, soprattutto una, che è la prima volta che manca a una delle mie cene, dato il fatto che adora la pizza, Alessia, ti credevi che mi ero dimenticato di te? Come potrei!!! Ancora una volta, il racconto finisce, dedicato a voi, che siete ora le mie emozioni, le mie risate, i miei sorrisi, solo voi, sapete farmi sentire a mio agio così, vi voglio un mondo di bene, e ogni anno che passa, come questa sera, che è il mio compleanno e siamo qui a festeggiare, mangiando la nostra pizza, bevendo il nostro vino, stando tutti sulla stessa lunghezza d’onda, tutti allo stesso modo, che basta un sorriso per comprenderci.
Dedico a voi le mie emozioni scritte, voi esseri unici, sempre sorridenti che portate allegria nella mia vita di sacrificio, viaggi, e straordinari non pagati, soldi regalati al potere, che lucra su di noi, a voi amici miei che illuminate ogni volta il mio sorriso, a volte facendo scendere una lacrima sul viso, grazie ancora una volta per le emozioni che mi donate, io contraccambio in questo modo, imprimendo le mie emozioni tramite le mie parole. Vi voglio un mondo di bene! 3월 21일 Un numero, “quaranta”, una ricerca infinita…Un incontro desiderato, in una ricerca designata dal fato, tanta emozione per questo appuntamento, che poi non è stato come nella mia fantasia, nei miei sogni, giudizi affrettati, che mi disegnano come una persona superficiale, lei dice che non mi piace per il suo fisico, ma in realtà non sa che mi basta un “volto” per fare l’amore, mi giudica immaturo, e nelle tristezza ero avvolto, poi pensai, che lei non sa come sono, e non rientra tra i miei sogni. Un ora passata a passeggiare, e nel mentre, demoni fisici dal passato tornano a farmi visita, n un momento che sembrava andare tutto bene, si torna di nuovo nella sofferenza, sembra essere designata in me, sembro avere una calamita dentro che attrae persone che soffrono, sembra che io debba essere parte di loro, a volte fargli compagnia con le parole, con la chat, con il telefono, sembra che mia madre, la libertà mi voglia tenere incatenato vicino a queste persone, forse per uno scopo ben preciso, che ancora non comprendo. Alcuni leggendo, penseranno, questo è folle, per fortuna che la follia accompagna sempre l’amore. E in merito a ciò, potrei citare il mio poeta preferito, William Blake, che mi fece conoscere una ragazza per cui scrissi delle poesie, e che non ho mai incontrato, egli disse: “Io non mi beffo di te, per quanto tu mi derida. Tu mi chiami pazzo, ma io ti chiamo stupido.” Prendo sempre di più come esempio questo straordinario poeta del passato, i suoi aforismi, rispecchiano molto la mia mentalità, e il fatto che egli era rivoluzionario e lottò per qualsiasi forma di libertà, mi fa impersonare in lui , mi avvicina a lui nei concetti, nel modo filosofico di vivere, egli parla della morte come paura primaria negli uomini e molti lo giudicano, tenebroso, ma in realtà il concetto è ben diverso e fa capire al mondo che la paura innata della morte, porta ad un paradiso celestiale, dimostra quanto siamo piccoli nell’universo, e che prima o poi tutti dopo avere seguito il proprio destino, finiremo in chissà quale divino luogo. Il fatto di parlare della morte, e di non averne paura, perché è il passo finale della nostra vita, è la porta che ci farà entrare in un mondo incantato, e tutte le altre paure o terrori sono correlati con la morte, la paura primaria, se si sconfigge quella, nulla più nella vita si temerà. Ho parlato del quarantesimo incontro effettuato, della mia ricerca dell’amore, dei demoni che tornano a trovarmi, di Blake, della morte, e ora vorrei citare più o meno un dialogo avvenuto dopo l’incontro, nel viaggio di ritorno a casa, sul treno, dove notai una deliziosa e carina ragazza totalmente castana, vestita in modo stravagante, che giocava con il cellulare e teneva accanto a se dei libri, mi incuriosì, mi avvicinai a lei e mi sedetti nello stesso vagone, proprio davanti ai suoi occhi, la prima cosa che mi venne in mente, fu di chiamare Alessia e Annamaria e di confidargli la delusione che provavo in quel momento, e ogni tanto giravo gli occhi guardando quella splendida creatura che sedeva davanti a me, e pensai: “Perché non trasformare la delusione in gioia?” e cosi feci. Riporto all’incirca, alcune battute della nostra conoscenza, probabilmente, non la rivedrò o sentirò, ma una cosa posso farla, dedicare a lei questo racconto, e ricordala con sorriso nella mia memoria
Mirco: Scusa, hai una penna? Sara: Credo di si, ma fammi controllare. Mirco: Ok. Grazie. Sara: Ho parlato troppo presto, non la ho. Mirco: Fa nulla, hai un foglio? O Qualcosa su cui scrivere? Sara: Forse non ho neanche quello. Mirco: Ma anche qualcosa, tipo un giornale, tanto deve rimanere a te… Sara: Come deve rimanere a me? Mirco: Eh già, vorrei lasciarti l’indirizzo del mio sito, ho notato che leggevi un libro… Sara: Mi sto preparando per un esame.. Mirco: Ah, e cosa studi? Sara: Sceneggiatura… Mirco: Ma pensa te, io scrivo poesie e racconti sul mio sito. Sara: Ma dai, per hobby o per lavoro? Mirco: Per passione, come lavoro, sono consulente informatico a Roma Eur. Sara: Sai, mi hai incuriosito, visiterò volentieri il tuo sito. Mirco: Bene, allora te lo scrivo, sei fidanzata? Sara: No. Mirco: allora ti scrivo anche il mio numero. Come ti chiami? Mirco piacere… Sara: Piacere, Sara. Mirco: ma guarda un po’….Sara… Sara: Perché cosa ha il mio nome? Mirco: Porti il nome della prima ragazza che amai, e per cui scrissi la prima poesia e che ha dato inizio al mio animo poetico. Sara: Quante bugie… Mirco: Nel blog, nella sezione archivio, nel mese Aprile 2005, c’è la foto e la poesia di Sara, per me il tuo nome ha un significato particolare. Mi lasci il numero? Sara: Certo, non problemi, così per amicizia, anche se ho in mente un ragazzo. Mirco: Mmmm, allora no, facciamo così, leggimi e se ti andrà contattami, mi farebbe piacere. Sara: Va bene. Facciamo così. Mirco: Che fai stasera? Sara: Le solite cose… Mirco: Ad anagni c’è un pub, di un mio amico, che sta in fissa per Bob, un semistile giamaicano Sara: Come si chiama? Adoro questi tipi di luoghi… Mirco: Tiffany, ha della birra buonissima. Ora devo scendere dal treno, mi ha fatto piacere conoscerti.. Sara: Anche a me. Mirco: Ciao… Sara: Ciao Mirco.
Salutai Sara con due baci sulle guance, su quella pelle vellutata e scura, girai il volto e me ne andai seguendo le strade del mio destino, diretto al bar, dai miei amici, coloro che mi colmano ogni giorno di calore. Ho riportato all’incirca e non tutto quello di cui abbiamo parlato, in un dialogo, cortese, gentile e alla mano, questa ragazza mi ha colpito, in un periodo particolare della mia vita, in cui ho voglia di amare, e non smettere mai. Il motivo più profondo che mi ha colpito, è stato il suo nome, mi riporta indietro nel tempo, a circa 8-9 anni fa quando mi innamorai per la prima volta, e la sofferenza per l’amore non corrisposto, fece uscire dal mio cuore la prima poesia che scrissi, dedicata a lei e alla sua raggiante bellezza, la prima Sara non ha mai saputo di questa poesia, solo in questo ultimo anno, le ho svelato il segreto, dopo che era di nuovo single e usciva da un rapporto con un mio caro amico, per il bene, mio, suo e di Simone, non glielo ho mai detto prima, e comunque sapere questa cosa, non ha cambiato nulla, non è proprio destino che io possa avere questa persona. Chissà cosa sta facendo ora la nuova Sara, ma guarda un po’ se il fato mi ha fatto incontrare casualmente una ragazza stupenda, e con lo stesso nome di colei che ha dato origine alla mia vita poetica, simile ai miei sogni per età, estetica, stravaganza, interessi, musica, e luoghi, proprio nel momento di maggior delusione, cambiando ancora una volta le mie emozioni e il mio stato emotivo e facendomi capire ancora una volta, come la vita sia varia e fantastica, e che va goduta in ogni istante, senza trascurare nulla, neanche un solo e singolo momento. Chissà se mi leggerà, e se le verrà la curiosità di conoscere meglio Mirco, di sapere cosa cerca, di comprendere quello che può donare, ho lasciato le chiavi del cuore di Sara nelle mani del destino, se egli mio è amico, permetterà di nuovo ai miei occhi di scorgere i suoi, e di non staccarsi più dal suo intenso e profondo sguardo. Dalla tristezza di un incontro sfortunato in emozioni, all’emozione della gioia di una nuova e interessante conoscenza. La vita è varia e ciò lo dimostra, da un eccesso all’altro sulle strade della saggezza.
Dedico queste gesta, appena avvenute, a lei, alla nuova Sara appena conosciuta, appena lasciata andare, sulle strade disegnate dal fato, sperando nel cuore di tornare ad emozionarsi con la sua presenza e i suoi pensieri. Se mi leggi, e ti va, fatti sentire, magari una volta che è passato quel ragazzo che hai in mente, perché è sempre meglio tentare di conoscersi e vivere comunque che chiedersi come sarebbe stato. 3월 13일 Cronologia di un sogno - La cena della libertà - 21/01/2006Sogni, realizzati, oppure andati, in corso
d’opera, in piena evoluzione, tra un lampo di realtà o un raggio d’illusione,
sogni frantumati, che cercano di essere ricostruiti, a lungo inseguiti e poi
all’improvviso spariti, un attimo, un secondo, e non vi erano più al mondo. Dedicato ai partecipanti alla cena della libertà, siete tutte persone di cuore, che siete sempre state vicine a me, chi da venti anni, chi da meno, l’importante è essere uniti, come in questa splendida serata, arricchita, da buon cibo, vino, ma soprattutto da ricche emozioni. 1월 10일 E fu....tutto un tremoreCiao amico di una vita, ti auguro un infinità di questi giorni, accanto a noi, un mondo di auguri pieni di affetto dai tuoi amici di sempre, noi ti vogliamo bene e siamo qui stasera a dimostrartelo, dopo tantissimi anni, siamo ancora tutti uniti nelle occasioni speciali, nonostante il lavoro e gli impegni. Eccomi di nuovo qui, l’ultima volta scrivevo per la mia cena, il mio ritorno a casa, è stato indimenticabile, e spero di riuscire di nuovo ad emozionare i vostri cuori, a vedervi di nuovo commuovere, a cercare di riunirvi ancora una volta, come spesso riesco con le parole. Ultimamente, sono felice, e oggi ti scrivo con la felicità nel cuore, ho dedicato quasi tutta la settimana a questa festa, sperando che sarebbe stato un successone, non ho dubbi su questo, perché ci ho messo tutto me stesso, e quindi è andato come doveva, a volte mi rendo conto di scrivere le cose prima che accadano, le percepisco e intuisco e sento che andranno a buon fine. Ehi, sai una cosa importantissima, mi manchi, e mi manchi da morire, te sei l’unica persona che ha sempre creduto nelle mie potenzialità con i computer, mi sei stato sempre vicino, hai imparato quello che facevo io, semplicemente osservandomi, e ora sei lì, a Milano a cercare di costruirti una carriera, un futuro, per realizzare qualcosa insieme ad Alessia, però caro amico mio, non è in pantaloncini e maglietta che costruirai il tuo futuro, quindi cerca di imparare dai tuoi errori appena compiuti, di migliorare, di metterci l’anima, la passione, e vedrai che prima o poi tutti i sforzi verranno ricambiati, quando meno te lo aspetti, perché è così che va la vita. Sono 4 anni che viaggio tra i meandri della stanchezza, mettendoci tutta la passione che ho nel lavoro, cercando di farmi apprezzare, di stare sempre un gradino sopra gli altri, ma come vedi ancora non riesco ad ottenere quel contratto definitivo che tanto sto desiderando, me lo sto sudando fino alla fine, mi sto mettendo in discussione, giorno dopo giorno, attendendo, sperando che la vita ci restituisca tutti i sacrifici che stiamo facendo, per questo ti dico, non mollare mai, fino alla fine, fino all’ultima goccia di sangue; lotta, cadi, rialza la testa, noi siamo guerrieri, ragazzi di strada, e gli altri non sanno cosa vuol dire vivere con semplicità, divertendosi con le parole e la compagnia, amico mio non demordere, resisti e cerca di rialzarti ogni volta che cadi! Dovrei dedicare alcune parole speciali per la migliore amica di una vita, per colei che quando ero in difficoltà mi ha sempre aiutato, e mi è sempre stata vicina, mi ha abbracciato quando nessuna donna lo faceva, e questo è simbolo di affetto signori, e intendo ringraziala davanti a tutti voi, perché sono sempre me stesso! Alessia e Daniele, questo per voi è un periodo difficile, la malinconia si fa sentire dentro di voi, attraverso le vostre lacrime, tramite il vostro affetto, e se io potrò fare qualcosa per esservi vicino, o per farvi sentire più accostati, non esista e chiedere, e realizzerò i vostri desideri, come il migliore degli amici solo sa fare, avete già passato un momento simile, fu quello del militare, ma tutti e tre insieme, ce l’abbiamo fatta quella volta, e ripeteremo ancora lo stesso tragitto, Daniele troverà un buon lavoro, e tu lo Alessia il prima possibile lo riavrai accanto a te. Amici miei, vi voglio veramente bene, ancora un volta mentre scrivevo per voi, ho versato lacrime in simbolo di commozione, e di nulla mi vergogno, perché il mio io per voi si espone totalmente ed è immune a qualsiasi sguardo, ironia, o paura. Voi due non dovete mollare, perché coppia più bella di voi, al mondo non vi è.
Dedicata a Daniele e Alessia, miei amici di una vita, io sarò per sempre accanto a voi, e scriverò come ho fatto ora per farvi capire che ce la faremo, perché la speranza è sempre viva, e i sacrifici temprano l’animo e ci maturano. 11월 30일 Intense e gradevoli amicizie - Sperlonga 2005Fu circa 10 anni, 3 amici: Daniele, Marco e Mirco partono solitari per un campeggio al di là di ogni regola, costoro si accampano in una zona isolata, montano la tenda, raccolgono le legna comicamente, Marco si è fatto metà montagna di sedere scivolando, ma non mollava il ramo che aveva conquistato, segno di spirito combattivo, che non si arrende mai; costui di cui vi parlo è il mio migliore amico di una vita, da quando eravamo piccoli che ne abbiamo fatte di tutte i colori, nessuno ci reggeva a terra, noi volavamo a creare caos ovunque fosse la quiete, ovunque c’era la noia noi la scacciavamo a suon di burle, il suo sopranome è Topoggio, e gli voglio un bene dell’anima, ed è in questo racconto che esporrò tutto ciò che provo per i miei migliori amici. Una forza incontrastata della natura lo definirei, è inconsciamente “dannoso”, non lo fa di proposito, ma crea danno ovunque egli sosta, è logico che lo faccia fortuitamente, perché quando fa sul serio è meglio che gli altri scappino, non ha limiti ed è capace di qualunque cosa, ve lo racconta una persona che gli sta accanto da una vita, Marco tu non mi stai leggendo e prima che tutto ciò verrà pubblicato spero tu abbia una connessione ad internet decente, così che tu riesca a leggere le parole che ti decido, ed a sapere che ti voglio un mondo di bene, sei come un fratello per me, se mi chiedessero chi è il comico più grande del mondo? Beh, risponderei: il mio migliore amico Marco, non ha rivali nella sua inconscia comicità. Poi c’è Daniele, soprannominato il “Tremolante”, lui è di un ironia molto forte, a tratti pesante, scherza su tutto, anche su argomenti seri, ma è così….così naturale e spontaneo, un pò fuori dal comune, con le sue idee in testa, con la sua musica, mi ha sempre seguito quando si parlava di informatica, e ha sempre creduto nelle mie doti, dopo tanti anni, alla fine anche lui come me, ha nella sua più grande passione: i Computer, è già signori, una macchina, ed il concetto è che tra uomo e macchina, non può vincere la macchina, è un etica, uno stile di vita, una sfida che deve essere assolutamente vinta. Caro amico mio, ci ha creduto come me, e ora stai compiendo la tua scelta più importante di vita, sappi che per qualsiasi consiglio, io sono qui, come sempre da tanti anni, anche a te Daniele voglio un bene immane. Perché ho iniziato a raccontarvi di questo campeggio effettuato circa 10 anni fa? Perché a distanza di tantissimo tempo, questi tre amici tornano di nuovo insieme a cavalcare l’onda del divertimento, in un campeggio libero sulle spiagge di Sperlonga accompagnati da tre graziose e affettuose amiche, sulle orme dello sballo in eccitanti e fantomatiche risale, si esatto cari lettori, come vacanza abbiamo scelto un campeggio, perché le nostre povere tasche questo possono permettersi, e non è importante la notorietà del luogo, la nazione in cui ci si trova, o quello che si fa, l’importante è essere, vivere, anche senza soldi ma con tanti dialoghi, pazzie, risate, abbracci, litigate, permalosità, accuse infondate di nullafacenza, pugni ironici volati sul naso di persone ubriache, piatti lavati dagli uomini, pesci pescati dalle donne, sbirciate nella doccia di ragazze sballate, palme scalate da uomini inconsapevolmente comici, bevande rubate da bizzarri e silenziosi falò animati dalle nostre urla, o dai casuali movimenti ubriacanti del maldestro Topoggio, che disegnano curve su spiagge infuocate da ardenti calori, da alcool che contamina le vene di giovani ragazzi, sballati, folli ed assai pazzi. Che bello miei cari lettori, il divertimento allo stato puro, composto concretamente di risate e null’altro, di affetti, di incomprensioni, di ironiche battute che sfiorano i cuori di folli amici legati da intense e gradevoli amicizie, quelle amicizie vere, che non perdi mai, amici che hai al tuo fianco nella gioia e nel dolore, ed è proprio in questo ultimo che noti la differenza da altre persone che si possono definire conoscenti, proprio costoro, ti cercano solo quando hanno bisogno dei tuoi servigi, delle tue informazioni, delle tue doti informatiche, e che poi quando serve qualcosa a te, pluff, spariscono, come uccelli che migrano cinti da un freddo glaciale. Annamaria, Mariaelena, e Alessia, anche voi siete state autrici di questa splendida settimana di relax, riposo, pazzie, litigate, tutto mi avete donato, tutto il vostro io, in qualsiasi situazione, ed io ora sono pronto in qualsiasi momento a donarmi con tutto il cuore a delle amiche che mi hanno fatto tornare indietro nel tempo, sulla falsa riga dei ricordi, emozionandomi e donandomi la capacità di trascrivere codeste parole, guidate dall’emotività pura di stanche dita che digitano su questa tastiera dando vita ad un racconto dedicato solo a voi, si esatto solo a voi che siete sempre con me e che mi fate compagnia da una vita. Alessia, sei la migliore amica di una vita, e non mi stancherò mai di dirlo, nessuna mai al mondo potrà sostituire il tuo posto nel mio cuore, sei sempre stata dolce con me, mi hai sempre donato affetto e abbracci sapendo che sono un ragazzo solo, e io non potrò mai dimenticarlo, e mentre te lo sto scrivendo ancora una volta, mi commuovo, talmente tanto che non scorgo più il monitor, cipollina, ti dedico queste lacrime come simbolo del mio affetto, un simbolo astratto che non potrà mai essere quantificato, ti dedico queste parole, come non ho mai fatto, perché voglio farti capire quanto ti voglio bene, e quanto ancora te ne vorrò nella vita futura, e così non potrai più dire che non ho scritto per te. Chissà come mai sono nato al mondo, così sensibile, a volte vorrei essere più duro, più freddo, per non soffrire, per non essere così instabile, però lo ammetto senza vergogna, io sono così, non riesco ad essere diverso, se vivo nel dolore sono tragico, se vivo nella gioia sono folle, se vivo nella tristezza sono depresso, come dovrei essere? Dovrei contrastare le mie emozioni o il modo di essere? No cari lettori, rimango così anche se dovessi accollarmi per tutta la vita la sofferenza degli altri, se una persona soffre, inconsciamente non riesco ad esserne indifferente, non riesco ad ignorare il fatto, ed a pensare ai miei problemi, devo essere parte del suo dolore, comprendere il suo stato d’animo, immedesimarmi, e se posso, scrivendo cerco di aiutarli, perché alcuni non capiscono che il modo migliore per aiutare le persone, è con la parola, essa può esserti vicina anche a distanze notevoli, con il telefono, sms, e-mail. Videochiamate, con internet, che unisce tutto il mondo e rende le persone meno solitarie. Amici miei, vivevo un momento davvero triste questa estate, un ritorno di vecchie e tristi emozioni, ma voi inventando questo campeggio, mi avete fatto rinascere, anche se per un breve periodo, ci siete riusciti, mi dispiace di non essere più il Mirco di una volta, se ogni tanto non ci sono, è perché sto cercando me stesso, tra tanti demoni, da combattere e sconfiggere, da periodi di depressione che terminano nell’arte dello scrivere, da ragazze che potrebbero di nuovo accendere il mio cuore, soprattutto loro, le donne, ho voglia di amore, ma mi avete soffrire troppo, e mi dispiace, ora più nessuna toccherà il mio cuore, per un lungo periodo se capiterà farò solo sesso in modo freddo e non l’amore, me ne duole, ma mi avete profondamente deluso, per superficialità, esigenze, aspetti fisici irrilevanti, cercate la bellezza? Tanto essa passa, nel tempo, la bellezza che cercate, come tutte le cose invecchia, e non è nell’aspetto, nel modo di vestire, nel fisico o nel viso, che dovreste cercarla, ma nel particolare, nello sguardo, nella complicità, nell’interiorità, nella modalità di vita, nell’anima complementare, nelle cose in comune, perché signori, una volta che sarete invecchiati e il vostro partner non vi amerà più perché non siete più belli, che cosa ve ne farete di una persona che ha sempre badato alla vostra esteriorità? Ve lo posso dire? Ve lo sbattete in faccia! Vivete, così come sentite, istintivamente, accalappiando la percezione dell’attimo, tutto ciò che esso vi dona, prendetelo al volo, noncuranti delle maligne parole altrui, prendete ciò è vostro di diritto perché il fato ve lo ha assegnato, e contro di esso nulla potete, le emozioni formano le persone, esse formano la società, e questo corpo sociale di oggi rispecchia perfettamente il menefreghismo dei giovani di oggi, che hanno accantonato le emozioni e vivono sempre più in modo distaccato, in questa società non è più tempo per i poeti. Ed è per questo amici miei, che questo racconto è a voi dedicato, perché voi differentemente dagli altri ancora vivete e mi donate quelle emozioni che sono essenziali e vitali per una persona come me, voi mi spingete a scrivere, voi mi ispirate, nei pensieri, nelle parole, nelle azioni, voi mi fate ridere, voi mi abbracciate, io senza di voi, sarei nullo.
Dedicato ad Alessia, Annamaria, Mariaelena, Marco e Daniele, è tutto vostro amici miei, questa estate mi avete fatto tornare indietro di dieci anni, quando ero pischello e mi divertivo come un pazzo insieme a voi, senza responsabilità e doveri verso la schiavitù del lavoro. Vi voglio un bene pazzesco, così pazzo da portarmi a materializzarlo attraverso queste parole cariche di amore per delle persone che mi sono sempre state vicine. Ragazzi: VI ADORO!!!!!!!! 11월 22일 Il Dio denaro e suo figlio potereEh….cari amici miei, a volte le esperienze segnano, ti fanno capire, quanto la materialità non valga nulla, ti marchiano talmente tanto che rimani sconcertato dalle conseguenze che avvengono per un cambiamento di stile, di vita, di apparenza. Avete mai provato a vivere con i soldi e senza i soldi????? Se non l’avete fatto, provateci e notate: quali sono i veri amici, chi vi cerca per convenienza, chi vi giudica per cosa indossate, chi vi sta vicino e non vi lascia mai nonostante le condizioni economiche, chi se ne frega di come stai, chi è attaccato ai soldi, chi vive per guadagnarsi il potere e avere più soldi. Ho vissuto questa esperienza dai 16 ai 18 anni, in questo arco di tempo, ero un piccolo delinquente, se così si può definire chi sottraeva soldi ai propri familiari, ero giovane, ingenuo e come tutti i giovani ragazzi, sbagliai, non capivo che stavo facendo del male ai miei genitori, mi ero ammalato per il gioco, sottraevo soldi a loro per buttarli alle macchinette da gioco, incredibile quanti errori si commettono da giovani. Questa esperienza mi ha insegnato a vivere senza avere soldi in tasca, mi ha insegnato quanto sono importanti i miei genitori, e che le cose bastava chiederle, mi ha insegnato che gli amici ti stanno dietro se offri loro qualcosa e se gli conviene, mi ha insegnato a vivere di sole emozioni, e dall’esperienza passata, dalle sofferenze che ho creato in altri, sono diventato ciò che sono ora, un poeta “emotivo”, a cui non importa nulla del luogo in cui si sta, della gente con cui si sta, del cosa fare, ormai per me è importante soltanto comunicare, scambiare pensieri, in qualsiasi modo esso avvenga, tramite chat, sms, telefono, dal vivo, non ha importanza la modalità di comunicazione, è sempre vita e non c’è nulla di più bello che emozionarsi, a me basta ciò per essere felice. Ho vissuto questi due anni della mia vita con tanti soldi in tasca, tutte le sere andavamo a cena fuori con gli amici, pagavo io, li avevo i soldi, che mi importava, e tutti ti stavano dietro, ti cercavano sempre, sembrava tutto bellissimo, giocavo alle macchinette, vincevo, perdevo, la gente mi si affollava dietro per vedere le mie magicate, ero forte, ma allo stesso tempo debole, perché in quel periodo dovevo dimenticare una persona “amata” e così mi buttai sul gioco, compiendo il più grande sbaglio della mia vita, facendo del male alle persone che mi amavano veramente: la mia famiglia. Vi racconto come riuscivo ad ottenere i soldi senza che nessuno se ne accorgesse, i miei zii ed i miei genitori, donavano a me ed a mia sorella un quantitativo di denaro che veniva conservato dentro dei salvadanai di porcellana, codesti contenitori come è noto hanno una fessura dove vengono infilati i soldi, io la usai al contrario quella fessura, la usavo per tirarli fuori i soldi, prendevo le pinzette per le ciglia, giravo il salvadanaio e sfilavo i soldi che mi servivano, sapevo che prima o poi sarebbero finiti, e che avrebbero spaccato il salvadanaio ma non pensavo alle conseguenze, a sedici anni, non pensi mai alle conseguenze delle azioni che commetti, e su chi possono nuocere. Non mi proprio regolai, ho sottratto tutti i soldi miei e di mia sorella, per fare cosa? Per vivere meglio? Ho solo fatto del male a chi mi vuole bene, ho imparato tantissimo da quella esperienza, quando il “sogno” si concluse con la rottura dei salvadanai, fu una tragedia, i miei genitori, mia sorella e miei zii non si fidavano più di me, mi controllavano in continuazione se ancora avevo il vizio del gioco, e non ricevetti più denaro da nessuno come punizione, ed io mi sentivo un “bastardo”. E così ho vissuto senza denaro, un Dio maligno, che attrae a se milioni di persone, che le cambia, che le plagia, e le fa essere ciò che in realtà non sono, imparai a sedere sui muretti, a parlare con la gente, senza chiedere nulla, soltanto comunicando, odiai i soldi per molto tempo, e ancora ora, anche se necessari, cerche di usarne il meno possibile per non dipendere da questa droga creata dal sistema, il denaro è il Dio maligno e l’origine di tutti i mali sulla terra, maledetto il giorno che l’uomo inventò questi pezzi di carta dandogli un “valore” e creando delle regole di mercato che danno vita al “potere”, eh si perché si insegue il denaro per arrivare al potere, al comando e alla supremazia sulle masse, in passato la storia ci ha insegnato che chi ambisce a controllare gli altri fa una brutta fine, e che ciò sia da lezione a me ed agli altri. Cari lettori, vi confido tutto ciò perché devo chiedere scusa alle persone più importanti della mia vita, loro già mi hanno perdonato, è passato tanto tempo, sono cambiato, sono cresciuto, e ora sono il contrario di allora, ma sento il bisogno di chiedere perdono a Ramona, Lorenzo, Sandra, Giuliana, e il mio defunto e caro Zio Antonio(soprattutto a lui, era come un padre). Colgo l’occasione in questo racconto, di sentirmi vicino a chi non riesce ad arrivare a fine mese economicamente, chi ha dei figli e per il loro amore rinuncia a se stesso, è tutta colpa dell’uomo, ha creato il Dio denaro dando vita al suo figlio Potere, ha creato un circolo vizioso, al giorno d’oggi per ogni cosa che possiedi esiste una tassa, per ogni che devi fare occorrono dei soldi, una volta esisteva il baratto e le persone scambiavano un oggetto che gli serviva per un altro, a volte vorrei tornare a quei tempi, dove le guerre erano lontane e non erano incentivate da questioni di potere, da questioni economiche, rinuncerei alla tecnologia, al comfort, ai miei sogni pur di veder sparire dal mondo tutto il male alimentato da queste maligne divinità. Un giorno, in un futuro non troppo lontano, succederà quanto vi sto per dire, non perché lo io lo sappia o sono un veggente, ma perché l’uomo sta distruggendo questo pianeta, sottrae alla terra i suoi polmoni, gli alberi, e l’aria che respiriamo è sempre più contaminata dall’inquinamento, un giorno per colpa nostra, l’aria sarà talmente inquinata che non sarà più respirabile, l’ingegno e l’astuzia dell’essere umano, inventeranno della macchine che depureranno l’aria dagli agenti di inquinamento, e metteranno una tassa anche per RESPIRARE, e ciò vuol dire che ti faranno pagare in Denaro anche per VIVERE!!!! Signori miei, fermiamoci finche siamo in tempo, invece di parcheggiare sotto il negozio dove dovreste acquistare un prodotto, prendete un mezzo, passeggiate, godetevi la natura, ed arrivate a piedi in quel negozio, così facendo tutto migliorerà, l’’inquinamento sarà moderato, e madre natura non invaderà più New Orleans, gli Tsunami scompariranno, l’equilibro della terra sarà ristabilito e lei non se la prenderà più con noi, perché se essa si scatena sappiamo tutti come andrà a finire, io non ho paura della sua IRA perché sono colpevole e sono pronto a pagare con la mia vita! L’essere umano è un parassita che sta divorando la terra con la sua malignità, con i suoi vizi, si sposta da un posto all’altro finche vi sono risorse naturali da consumare. Lo so, è facile parlare, e dire, ed è diverso fare, ma se ognuno di noi ci mettesse un pò di buona volontà, forse si potrebbero raggiungere dei risultati ottimali, il vento, il sole, l’acqua, sono risorse naturali che non vengono sfruttate perché “il potere” lo proibisce e deve continuare a lucrare su risorse inquinanti come il petrolio!!! Alcune nazioni sfruttano la natura, potremo prendere esempio da loro, ah già dimenticavo, qui siamo in Italia, c’è la mafia, il potere e la fame di denaro, non si può!!!!!!!
“Noi siamo il cancro di madre natura, ed essa ci combatte con gli eventi naturali a tutti noi noti, smettiamola di comportarci da piattole e viviamo insieme a lei in completa simbiosi.” 11월 8일 Frammenti di sogno, di un folle poeta.Anno 2000, un ragazzo dal cuore sensibile, inizia la ricerca della sua metà, della parte mancante che lo completi, egli vaga per Roma, mentre svolge il servizio di leva, gira la città dell’amore eterno a piedi, passeggia, si ferma sulle scale della piazza più bella del mondo, ed inizia a trascrivere su pezzi di carta le proprie emozioni. Aveva un sogno, conoscerla tramite la chat comprendendola prima dentro e poi fuori, incontrarla e vivere con lei, mise tutto se stesso in questo sogno, incontrò 28 ragazze, e proprio l’ultima lo colpì, visse insieme con lei una storia d’amore stupenda, sembrava quasi un film, dopo una lunga ricerca tutto si era realizzato, ma dopo 4 anni la storia finì, riprese quel sogno caduto a pezzi, lo ricompose ed iniziò di nuovo a cercare. Dopo ogni incontro scrisse le emozioni che aveva provato e le dedicò alle ragazze che aveva incontrato, scrisse su pezzi di carta qualsiasi ed al termine della leva militare raccolse tutti questi bigliettini e ne ricavò un piccolo libro di poesie, la ricerca dell’amore lo tramutò in un poeta, dagli atteggiamenti quasi teatrali, dal modo di parlare e di scrivere eclettici. Egli è folle, sballato, dolce, tenero, disinibito, è sensibilissimo, vive di sole emozioni, riesce ad emozionarsi all’estremo, a soffrire intensamente per gli altri, ma anche a gioire con loro, il suo cuore è spezzato, e l’unico modo per guarirlo è : TORNARE AD AMARE!!! Parto con il presupposto di un’avventura, per non rimanerci scottato, poi quello che avverrà in seguito lo deciderà il destino, le cose avvengono naturalmente, se due persone sono destinate a stare insieme, nulla li potrà separare. Scrivo questo racconto, nel periodo che per me l’anno scorso è stato il più sofferente, quando angeli fatati facevano piovere le loro lacrime di malinconia sulla terra, per farmi capire che mi sono vicino e facendo spuntare dopo la tempesta un sole inneggiante il mio nome, in modo che esso possa riportare luce dentro di me. Neanche il sole purtroppo mi ridona la voglia di vivere, il volto non sorride più, gli occhi parlano e dicono qualcosa che nessuna donna riesce a comprendere, lacrimano ogni giorno involontariamente, come se stessi rivivendo i giorni del mio amore passato, tralasciando tutto il mio corpo, esse sembrano scorrere lungo il viso, disegnando un percorso circolare, e terminando il loro cammino sulle mie labbra, per farmi assaporare quanto è amara la mia vita, fino a quando ciò succederà, non sarò guarito, e dovrò soffrire tra le righe, sfogando il mio sentimento. Porgo un saluto, a tutte le anime che come me sono in pena, che hanno perso un amore, che soffrono e che sono indecise su cosa fare della propria vita, lasciatevi andare e unitevi a me in una sofferenza comune, insieme ce la faremo e manderemo via i nostri demoni insonni. Davide, tu come me ora sei solo, ti penso più spesso di quanto immagini, ti vedo, ti osservo, noto nei tuoi occhi la spenta luce, di un destino passato, di un amore sofferto, ti sono vicino in ogni momento con il cuore, l’anima e la mente, non sono distante, e l’emozione e il mio bene per te ora scorre sulla rete per donarti almeno un pò di quiete, amico mio: TI VOGLIO BENE!!! Il mio sogno è spezzato, proverò a ricostruirlo, desiderandolo fino alla fine, fino all’ultimo secondo, all’ultima goccia di sangue, all’ultimo pensiero, ma soprattutto fino all’ultima dilatazione del mio povero e infranto cuore. Buona vita lettori, fatta di emozioni e amori.
Dedicata al mio amico Davide e a tutte le persone dal cuore solitario, a quasi un anno dalla conclusione della mia storia più importante rivivo quel periodo, come se non fosse mai passato, in questi giorni il mio cuore è frenetico e non mi lascia dormire. 10월 4일 Il fantastico universo dei sogniEssi viaggiano dentro di noi, scorrono nel nostro sangue, alimentano i nostri desideri, ci donano forza e coraggio, ci fanno compiere azioni per noi incredibili, forniscono il nutrimento per la nostra vita, ci imprimono felicità soltanto pensandoli, pensati cari lettori se dovessero realizzarsi. La nostra vita diventerebbe una favola, perché vissuta sulle vie che noi desideriamo, ma basta il pensiero di avere dei sogni, per star bene; se davvero si desidera fortemente un “sogno” e mettiamo tutti noi stessi nel desiderarlo e per farlo diventare realtà, esso lo diverrà, con il tempo, con la passione, con devozione e sacrificio, ma soprattutto con umiltà. A volte per raggiungere i propri obiettivi, il voler diventare qualcuno, il volersi creare un posizione sociale, ci fa dimenticare quale sono le cose più importanti della vita, quelle che si danno per scontate, che si hanno tutti i giorni al proprio fianco….e si amici miei, siete proprio voi, e la famiglia; si potrebbe rappresentare come un “circolo di gesti” che quotidianamente popolano le nostre vite, e proprio nel momento in cui vengono a mancarti ti rendi conto di quanto siano rilevanti e fondamentali per la nostra stabilità emotiva, per la nostra pace interna, in fondo anche inconsciamente è questo quello che cerchiamo tutti. Il mio più grande sogno è “la mia stabilità”, non voglio altro dalla vita, avere accanto persone comuni che mi vogliano bene, come fate voi, magari qualche ragazza che mi coccoli, magari un grande amore, questi amici miei, sono i sogni di tutti, di qualsiasi essere umano, perché l’essere umano è al mondo per tracciare un percorso, e codesto tragitto “deve” essere compiuto insieme alla persona che si amerà per tutta la vita. Alcuni si chiedono: perché siamo al mondo? Non vi trovo risposta più semplice: donare vita. Siamo su questa terra, per accoppiarci, per procreare, per dare nuova vita, per suscitare nuove emozioni, per creare quel “circolo di gesti” prima citato, tutto il resto non è nulla, sono solo imposizioni che la società ci detta per apparire agli altri, ed è proprio ciò che non accetto, io sarò sempre come sono e sarò sempre me stesso, mi sento diverso, ma questa diversità mi fa intuire le diversità degli altri e comprenderle, mi sento fortunato a sapere che ci sono degli amici che mi leggono e anche loro come me sono fortunati, perché altre persone non possono leggermi. Ho definito il titolo di questo racconto, “Il fantastico universo dei sogni” perché c’è sempre un sogno principale per l’essere umano, e poi ci sono i sogni che fanno da contorno, così creando un universo di desideri che vorremmo realizzare, un universo così complesso che solo le persone che riesco a percepire il dolore e la gioia degli altri possono comprendere, così da gioire e soffrire a loro volta, dando vita a questo stupendo mondo fatto solo di fantasie a cui manca la concretezza e il desiderio di un individuo. E allora sognate, e non smettete mai di farlo, chi cederà, “morirà” dentro, il suo animo sarò privo di speranza, sarà un disperato, uno di quelli che vive solo di realtà, e che non si pone degli obiettivi che a breve termine sembrano irrealizzabili, ma che con costanza e sacrificio possono diventare realtà, è proprio quella la differenza tra noi sognatori e le persone realiste, i sognatori hanno in se quella magia di saper trasformare i loro desideri, le loro idee, e i loro sogni in realtà. Ma in fondo se ragioniamo su un particolare, un uomo che uomo è se non insegue le proprie idee anche contro gli altri? Come disse un celebra figura in passato: o non valgono nulla le sue idee o non vale nulla codesto uomo. Preferisco far valere le mie idee, essere un idealista, sbagliando anche, ma avendo un mio stile di vita, un mio modo di vestire, anche se a volte gli altri ridono, o mi affibbiano strani nomignoli, la prendo con ironia e vado avanti, prendetela con filosofia, prendete ciò che la vita vi offre e cercate di tenervelo stretto o di farlo fruttare, o di donarne un po’ a che più di noi ne ha bisogno, non siate pretenziosi, siate umili, silenziosi e lavorate, costruite quello in cui credete, l’importante però è crederci veramente, fino all’ultima goccia di sangue. Scrivo ciò per far a tornare a sognare chi ha riposto i propri sogni dentro al cassetto, amici miei, aprite quel cassetto è ora di tornare a lottare per i propri sogni, essi non erano scomparsi ma soltanto accantonati, ora devono tornare vivi più che mai, si devono accendere e tornare a brillare nei vostri pensieri e nella vostra fantasia. Sapete, non so se molti lo fanno, ma la sera quando mi corico nel letto, inizio a navigare con la fantasia in questo universo, e qualsiasi fatto che durante la giornata mi ha fatto diventare triste, o mi è andato male, il giorno dopo scompare, torno di nuovo carico, torno di nuovo a sognare come non mai, senza fermarmi, ampliando ancora di più la mia mente. Circa un ora tutte le sere, la mia mente cerca di evadere, dall’assurda realtà, fatta di imposizioni che sono necessarie per sopravvivere, vola sulle rette vie di incredibili sogni, su amori persi che vorremmo ritrovare, su cose ci mancano da morire e che sfruttando i ricordi ci portano indietro nel tempo, esatto signori come una macchina del tempo, si torna indietro di anni ritrovando vecchie emozioni che ancora ora ci donano incredibile gioia solo al pensiero. Vedete, se ci pensate, e pensate e quei vecchi ricordi, di 4 o 5 anni fa, prima o poi li rivivrete, vi dico ciò perché erano circa 15 giorni che non scrivevo più, e mi domandavo perché, pensavo ai vecchi temi essendo tornato da poco, ero un po’ depresso, classica depressione artistica che ora sta sfociando in codeste parole, in questo arco di tempo ho incontrato e sono uscito con ragazzi di 16 anni, fratelli di miei cari amici, e stando con loro sono tornato indietro di circa 10 anni, sto parlando di Riccardo, fratello di Fabio, mi sembra di rivederlo quando era giovanissimo, mi sembra di rivivere tempi passati stando con lui, mi sembra di stare di nuovo insieme a Fabio. Ma non solo ciò mi ha portato indietro, un altro amico, Donato è spuntato all’improvviso davanti al bar, come me l’hanno detto mi sono alzato e gli sono corso incontro, erano anni che non lo vedevo e mi sono davvero emozionato, siamo andati a fare qualche partita a calcio balilla, e mi sembrava di tornare sempre ai tempi delle prime sbornie, dei primi amori, quei tempi in cui non pensavi a nulla, che non avevi responsabilità, grazie Donato per il viaggio nel passato che abbiamo compiuto insieme ad altri amici. Poi c’è Antonio, scendeva da Livorno, e tornava a casa in moto, attraversando l’autostrada ha visto il cartello Anagni-Fiuggi, e non ha resistito nel fermarsi nel luogo in cui ha vissuto 10 anni della sua vita, dove abbiamo compiuto le più grandi pazzie, mi ha fatto piacere che tu ci tenga così a noi ed è stato fantastico ritrovarsi dopo circa 5 anni, siamo tornati indietro ai ricordi di un tempo, mi hai chiesto dove era la mia vecchia cinquecento, che ha subito le peggiori avventure, essa non c’è più, è passata anche lei come tutte le cose materiali nella vita. Avete visto? Pensavo ai vecchi tempi, ed essi sono tornati, nel modo più bello di tutti, all’improvviso, proprio quando ne avevi bisogno, è un mio sogno e lo sto rivivendo e se alcuni ragazzi mi portano indietro e mi fanno sentire di nuovo bambino, perché non starci! Grazie a tutti voi amici miei, mi fate viaggiare nella macchina del tempo, che altro non è che i nostri ricordi, c’è chi crede che essa non esista, beh in un certo senso, non è “materiale” ma astratta ed è ancora più fantastico tutto ciò. Ora sono di nuovo felice, però voglio stare solo, voglio pensare e riflettere, vi chiedo scusa se qualche volta non sono dei vostri, non vengo a qualche festa o non vengo al mare, ma a volte stare solo mi aiuta a capire molte cose, ed a comprendere come guarire il mio cuore, e sto arrivando alla conclusione che per guarire il mio cuore devo tornare ad amare, a donare il mio amore ad una persona speciale, che ricercherò nel mondo, di qualsiasi nazionalità, o colore essa sia, vagherò in cerca di quella presenza che ti emoziona, che quando passa accanto a te ti fa palpitare il cuore, che ti rende felice solo alla vista. Ci sono altri sogni che non vi cito, perché superflui, una volta che stai bene con te stesso riesci ad esserlo anche con gli altri, e una volta che hai accanto l’amore della tua vita, che ti abbraccia, coccola, che ti comprende, ma soprattutto che ti completa, hai tutto, manca solo la costituzione di una famiglia, che avverrà negli anni a venire. Splendete signori, fate illuminare i vostri occhi di innumerevoli sogni, caricatevi, esplodete, gridate, saltate, gioite, urlate al cielo la vostra follia, lasciate uscire ciò che è dentro di voi, non vergognatevi, superate la vostra timidezza, le vostre paure e tornate a sognare come nessun altro sa fare, voltate pagina e costruite una nuova vita, io ci sto riuscendo Un pensiero a Simone, amico mio ti sono vicino più che mai, ho passato già il periodo che stai vivendo e sei hai bisogno di qualche consiglio sai dove trovarmi, questo racconto è anche un po’ dedicato a te, torna a suonare come un tempo, ieri al Magnolia ti ho visto carico di passione per la musica, come nei tempi passati, ricorda, per nessuna persona al mondo devi accantonare i tuoi sogni, neanche per la persona più importante della tua vita, prima ci sei te, il tuo bene, i tuoi sogni, poi vengono gli altri, lotta contro i tuoi demoni e sconfiggili, la musica ti aiuterà, fai qualcosa per te, come io scrivo, tu suona, e non pensare ad altro, il destino deciderà per te, ti voglio bene amico mio, non dimenticarlo mai, qualsiasi cosa succeda. Concludo nel relax più totale, ho dato sfogo a 15 giorni di emozioni, belle e brutte, emozioni vecchie e nuove, digitando su codesta tastiera tutti i pensieri che sono circolati nella mia mente in questo arco di tempo, spero con le mie parole, di aver riacceso i vostro sogni, perché è proprio questo il mio intento.
Dedicata a tutti i sognatori, ed a tutte le figure che hanno riposto i loro desideri, vi invito ad entrare nell’universo dei sogni, e di tornare a vivere con tanta fantasia e determinazione dentro.Buon viaggio cari lettori, vado a sognare, come nessun altro sa fare. 9월 3일 Madre "Speranza"Prorompenti desideri e incauti pensieri sorvolano castelli d’aria, che racchiudono l’emozione più grande di tutte, quella che fa sognare, colei che manda avanti il mondo, quella che ci fa essere più buoni, che ci fa aiutare tra di noi, che ci fa sorridere: la speranza. Immaginate signori, un mondo senza speranza, vuoto, privo di sogni, dove le persone non si guardano in faccia, sono schiavizzate dal potere del lavoro, e vivono senza sogni, ma come si può? Sarebbe un inferno e non un mondo. Proprio lei, accende tutta la catena di emozioni che forma il mondo, quella catena che imprime fiducia, che ci fa inseguire obiettivi che al presente sembrano assurdità ma che nel futuro potrebbero essere favole, che ci insegna ad aiutarci tra di noi, perché se non ci si aiuta tra amici, vuoi che si interessi qualcuno di come stiamo? Si, credo nei miracoli della bontà, però si vive sempre più freneticamente, e non si ha più il tempo per pensare o per sognare, e ci accontenta di essere quel che si è, senza cercare di migliorare. Per fortuna c’è chi come me, è un sognatore e un pensatore, il mio cervello è sempre in movimento, anche quando sono fermo e ho lo sguardo cupo, esso viaggia, sogna e insegue possibili soluzioni alle varie problematiche della vita, cerca di capire i propri errori, per non commetterne più in futuro, per non ferire nessuno ed essere il più naturale possibile. A volte pensiamo che ci sono persone più fortunate di noi, ricche, che non hanno problemi economici e che arrivano abbondantemente a fine mese, proprio in quei momenti sapete cosa faccio? Penso, e penso a coloro che non hanno ciò che ho io, e torno sereno, so che sono fortunato ad essere qui, con un portatile tra le mani a dar sfogo ai miei pensieri, so che loro non possono avere nulla, o poco, per questo sto creando questo scritto, lo dedico a voi, bambini, gente che non ha la fortuna che ho io, vi dedico il sentimento più bello di tutti, la speranza, che essa vi possa aiutare a risollevare i vostri popoli, che le nazioni più fortunate vi aiutino ad uscite dall’incubo che state vivendo, in piccola parte darò il mio contributo, per quanto io possa. Piccola bambina mia, sto aspettando una tua lettera, per sapere come stai, un giorno ci conosceremo, tu intanto cresci, spera e sogna perché per lo meno a te anima povera, cercherò di dare un futuro, a te e alla tua famiglia, auguro un gran bene, non vi lascerò, non preoccuparti io vi sosterrò sempre economicamente e moralmente, anche se non ci sono fisicamente, con il pensiero sapete che sono con voi, sono puro spirito che aleggia nei vostri desideri, sono lì affianco a voi, a soffrire con voi, e a lottare con voi, sono il vostro scudo che vi dona una forza in più per combattere la povertà. Come spesso nei miei scritti, la forma e l’emozione cambia, iniziano con frasi inneggianti sorrisi sgargianti sui volti dei lettori, e terminano in modo angosciante e triste, però sono sempre emozioni, e come dico sempre: “Le emozioni, belle o brutte, ci sono sempre tutte.”
Dedicata a tutte le persone che non hanno la fortuna di avere una “vita”, di vivere ed assaporare il gusto di una vita stabile, a tutte quelle persone che non possono mangiare, a quelle che non possono muoversi, a quelle che vengono sfruttate per loschi fini, tutte queste persone, hanno una cosa in comune: la sofferenza, e l’unico modo per scacciarla è donare loro “speranza”, dare loro un aiuto, essere presente nella loro vita, sapere che c’è qualcuno che pensa a loro e che li aiuta, io ci sto dentro, li aiuto, se sperate aiutateli anche voi che potete e che mi leggete, perché se potete leggermi, siete fortunati come me e potete far qualcosa per loro. 8월 5일 Il marciapiede della libertàSoffusi attimi trascorrono lungo i passi compiuti invano tra sguardi intriganti e dolci sorrisi, i miei amici sono fermi, la ragazze sono giovani, la mia mente è offuscata da stravaganti pensieri, stanca di cercare qualcosa che neanche lei sa determinare. Casual, elegante, sportivo…..non importa l’abbigliamento, oggi dovresti essere “figo”, avere un fisico prorompente e muscoloso, depilato ed essere bello, tutto ciò non ha senso, mi rimanda a segnali di superficialità, mi fa divenire malinconico, sento la mancanza di vecchie emozioni, donate dal corteggiamento di dolci e tenere ragazze che badavano a bellezze interiori. Raramente, appaiono ragazzi con una rosa tra i denti che fanno trasparire la loro pazzia d’amore per la propria donzella (pischella), è tutto mutato, siamo passati di moda. I miei occhi in questa primavera non sfuggono alle dolce forme di ragazze che passeggiano sul marciapiede della libertà, dove qualsiasi cosa avviene, dai baci soffusi, carichi d’amore alle risse più burrascose e piene di odio, ostilità senza senso, dovute al male innato nell’uomo. A volte mi chiedono cosa io faccia seduto davanti quel bar, nulla di speciale, osservo, e penso, guardo ciò che avviene intorno a me, ciò che sfugge agli sguardi degli altri, i problemi delle altre persone, le loro gioie, cagnolini che scappano dai loro padroni, coppie che litigano, bambini che si rincorrono, l’amore, la permalosità che c’è tra le donne, gente che litiga per il calcio, vite raccontate, cantastorie improvvisati, anche un poeta in cerca di qualcosa che ancora non sa definire, in questo luogo di meeting giovanile avvengono le più significanti azioni di vita di migliaia di figure, che si incrociano, salutano, amano, odiano e fingono. C’è chi la libertà non la ha, anche percorrendo il marciapiede, ci sono ragazzi non curati, lasciati andare in giro in modo del tutto rozzo, che si vedono rovistare nei cassonetti, c’è n’è uno in particolare, “Tartan”,, ogni tanto gli offriamo qualcosa da bere, o mangiare, mi piace ogni tanto vederlo sorridere ed essere euforico, anche se non parla noi lo capiamo. In queste sere mi ostino in dibattiti a volte senza senso, con un amica seduto su quei tavoli, bevendo una birra e perseverando su discutibili opinioni, Mariaelena anche se tutte le sere andiamo in contrasto per i nostri due modi diversi di vivere, almeno noi ne discutiamo, altri se ne fregano o non hanno alcun che su cui ragionare, altri sono meno fortunati di noi, che non possono mangiare e sono “totalmente” fuori dal sistema, non come me che non lo condivido, perché anche in minima parte ci “devo”, essere dentro per sopravvivere, è bello discutere con te, è vita, passata a chiederci il perché, e a cercare di capire cosa non va in questo assurdo paese. Si parla di tutto, dei problemi di cuore, di amiche, che sentono il bisogno di dar sfogo ai loro pensieri, alle loro emozioni, consigli non seguiti che poi si avverano, scelte che disegnano le circostanze per far in modo che il destino si compia. Ci sono emozioni che le persone non comprendono, se non vissute in prima persona, l’aver rischiato la vita in un incidente d’auto, trovarsi in una macchina che gira su se stessa tre volte sulla prima corsia autostradale, e veder sfilare accanto a se decine di macchine a 130 km/h, veder passare di fronte agli occhi tutta la vita, il miraggio della morte scampata per miracolo, è proprio in quei momenti che torni a credere, quando qualcuno fa qualcosa per te anche se non lo meriti, che decide il tuo destino, quei fatti inspiegabili che nessuno scienziato può provare, perché girando sull’ autostrada tre volte, sono rimasto sempre sulla prima corsia, se la macchina si spostava sulle restanti corsie, Mirco non c’era più, a chi devo tutto ciò? Grazie chiunque tu sia, ti cito in questo libro per farti capire che credo, qualunque sia il tuo nome, Jah, Dio o Dei, ora credo più che mai, ho sbagliato, non dovevo mai smettere di credere, ma la vita serve a ciò, a imparare dai propri errori, e guadagnarsi al termine di questo percorso, un ritrovo senza tempo, dove non vi sono dolori, ne male e tutto è puro, non so se rientrerò in quella sfera, ma mi hai insegnato molto in questi 25 anni, sono maturato e devo lottare per crearmi un futuro, dare fino all’ultima goccia di sangue, per arrivare a realizzare i mie sogni., aiutare gli altri, non odiare, ma soprattutto voler bene. Passano gli anni, e prendo una forma sempre più definita, il mio carattere subisce mutamenti continui, cercando una stabilità emotiva, inquieto, calmo, rilassato, agitato, ma sempre emozionato, anche il guardar volare via una foglia sul soffio del vento, in se nasconde un fascino artistico, mi direte, Mirco, sei pazzo? Vi rispondo, si lo sono, sono pazzo di vita, fatta a modo mio, libera o no di essere condivisa, la prendo sempre più con filosofia, come viene, semplicemente scendendo a compromessi o accettandola, cercando di porre davanti a me meno problemi possibili, cercando di essere vicino alle persone che hanno bisogno di me, spero di riuscire nel migliore dei modi, senza far male a nessuno e con la più semplice umiltà. Amici miei, concludo qui come se fossimo giunti alla fine del marciapiede, terminando la nostra passeggiata passata a descrivere le abitudini, i problemi sociali, gli amori di questa banchina, sulla quale migliaia di vite si incrociano, e danno forma a un universo di emozioni, inconsapevoli di quello che stanno creando, c’è chi osserva e chi no, io lo faccio, vi guardo, anche se a volte sono perso nei miei sogni.
Dedicata a tutte le persone che si incrociano e vivono sensazioni ed emozioni pure, semplicemente essendo lì, in un luogo per me magico, ritrovo di tutti gli amici, vecchi o nuovi, o magari futuri, destinati ad incrociarsi per volontà del fato. 7월 10일 Un ritorno emotivo - Discorso della sera del mio compleannoBuonasera signori e signorine, stasera come ai vecchi tempi, torniamo a riunirci qui intorno a questo tavolo, che da dieci anni subisce le nostre urla e i nostri pugni. Sono felice di avervi qui affianco a me e di esser di nuovo fra voi, chi più o chi meno, ma alla fine siamo tutti qui, a ridere e scherzare, urlare e cantare; c’è una cosa che vorrei sottolineare, nonostante i litigi, gli amori, le discussioni che sono avvenute tra di noi, siamo sempre qui uniti a fare ciò che ci riesce meglio: divertirci. Sono tornato dopo una lunga esperienza, vissuta sulla pelle, sono un tipo che se non prova le cose, non ci crede, un tipo tecnico, organizzato e tecnologico, quindi dopo aver sbagliato, ho iniziato una nuova vita, ma non dimenticando tutto ciò che ho vissuto, anzi ho voltato pagina, acquisito questa esperienza per non sbagliare di nuovo in futuro, mai più nella mia vita lascerò voi per una donna, e mai per molti anni una donna riceverà completamente il mio amore, preferisco amarle tutte un po’ e nessuna completamente, essere libero, essere freedom, anche perché ora il cuore non me lo concede. Come al solito, dopo ogni esperienza che segna la mia vita, torno a scrivere, durante in militare incontrai 29 ragazze conosciute tramite la chat, la 28esima fu il mio primo vero rapporto importante, alcune di esse mi rimasero impresse dentro per il loro modo di essere o per la loro dolcezza, dopo ogni incontro, quasi sempre sulle scale di piazza di Spagna, prendevo il mio block notes e scrivevo tutto ciò che loro avevano suscitato in me, alla fine della leva militare, raccolsi tutti i bigliettini scritti, li misi insieme e ne ricavai un libro, chiamandolo “Life Emotions”, emozioni di vita, perché io vivo la vita basandomi sul rispetto e sulle emozioni. Ora dopo 4 anni di fidanzamento passati, torno a scrivere, forse questo discorso comporrà una pagina del nuovo libro, attualmente in lavorazione, e racconterà la storia della mia nuova vita, della mia libertà e del mio odio verso il potere, come bene sapete, io non sono di nessuna parte politica, perché adoro il concetto di libertà e di non subordinazione. Quando la sera torno distrutto dal lavoro dopo 13 ore fuori casa e mi collego un pò, per controllare la posta, la banca, fare qualche acquisto oppure per lavorare, navigo tra siti e chatto sul messenger, portando il nome della libertà, in questo periodo mi sento un cavaliere digitale della libertà, uno spirito rasta rivoluzionario che non smette mai di sognare, perché cari amici miei, chi non sogna è destinato a morire; riflettendo sul titolo del nuovo libro, sulla mia nuova vita, ho deciso di chiamarlo in modo del tutto fantasy: The Freedom’s legend. Siamo giunti alla fine del discorso, sono le 16.22 del 5 marzo 2005 mentre scrivo, già ora so che non c’entreremo stasera tutti intorno al tavolo, perché poi c’è sempre qualcuno di più, ma sappiate una cosa, chiunque è il benvenuto, e nessuno sarà mai cacciato nella casa in cui vivo, al massimo mangia in piedi. Vorrei portare un saluto ad una persona speciale per me, Alessia, ti sono vicino e ti farò compagnia in questo periodo se avrai bisogno di me; stasera Daniele manca è partito per una “missione”, crearsi un futuro e sono sicuro che questa volta ce la farà, è una persona a cui voglio tantissimo bene, mi è stato sempre vicino, negli ultimi quattro anni, mi ha sempre cercato ed è diventato per me come Topoggio, amico di una vita, ora caro Tremors tocca a me esserti vicino. Ci sono altre due persone stupende che vorrei citare, Andrea detto Zanna, e Gianluca la Petatella, sono cinque mesi oggi che mi fanno sempre compagnia, che la sera ci riuniamo qui a parlare, guardare le partite o giocare a carte, mi hanno aiutato e mi sono stati vicini nel periodo più delicato della mia vita e meritano di entrare a far parte di questo libro, meritano un riconoscimento speciale e tutta la mia amicizia, ragazzi per voi ci sarò sempre di qualsiasi cosa avrete bisogno. Ora cedo la parola a Topoggio, specializzato in applausi, che ringrazierà e lancerà un applauso per la mia famiglia che si è impegnata per far si che questa cena avvenisse.
Dedicato a tutti i miei amici, ed a tutti quelli che mi salutano e portano rispetto. |
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