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    10월 14일

    Un vento ancestrale

     

    Un vento primordiale

    Che portasse via ogni male.


    Un vento gelido in primavera

    Che ogni speranza azzera.


    Un vento così pungente

    Che fa stringere

    Tutta intorno a lui la gente.


    Un vento divino

    Che ha fatto tornare mio nonno

    Di nuovo bambino.


    Un vento ancestrale

    Che cancella la via del male.


    Un vento provocato dalle ali degli angeli

    Che presto accompagneranno

    Il mio bucolico nonno dove non ci sono più sofferenze.


    E le mie lacrime scorreranno ancora

    Fino a che il male non avrà lasciato la tua anima, come dimora.


    E fino a che, joker il gattino del destino

    Ti accoglierà nel paradiso divino.

     

    Dedico tutti e due i miei libri, questa poesia e tutta la mia vita artistica a mio nonno Nello, che pochi mesi fa ha lasciato questa terra perchè richiamato dal nostro creatore, nel vero paradiso.

    Ti voglio bene Nonno, il folle poeta sarà sempre con te.

    ciaononno

    Il giorno della redenzione – Lettera ai sognatori

     
    - Presentazione amatoriale della demo di questo libro –



    Da anni, lo immaginavo così puro, colmo di persone che mi vogliono bene, con musica e parole a riscaldare l’ambiente, da anni vagava nella mia mente un metodo per chiedere scusa alle persone che mi sono più vicine, verso le quali ho sbagliato.

    E’ in questo giorno che redimo la mia anima dai peccati e dai grandi errori commessi in passato, in questo giorno i demoni negligenti volano via e mi lasciano finalmente libero.



    REDEMPTION POETRY


    Nelle antichità, negli albori,

    ai poeti si donavano gli allori.

    Comunicazione, leggiadra essenza dell'essere,

    rime baciate, o alternate,

    ma sempre a tema trattate.

    Ricevere un’affermazione, in totale libertà,

    libero da vincoli commerciali,

    dal vincere o perdere di questa assurda società.

    Aria ed emozioni bastano per divertirsi,

    anche sul luogo del lavoro,

    la felicità in se è l'essenza dell'attimo,

    della materializzazione dei propri desideri,

    sogni inseguiti per lunghi anni,

    in nano secondi realizzati,

    donano un assurda e incredibile felicità.

    Ti ho inseguito,

    ti ho perfino calpestato

    Ti ho a volte rifiutato,

    oh mia redenzione,

    finalmente sono colmo di emozione,

    posso dire senza Politica e senza Chiesa

    che ho raggiunto la mia meta:

    parlare al mondo di quotidiana emozione

    farvi crescere e sognare

    come solo un ragazzo di strada sa fare.

    Nonno Noè, il folle poeta sarà sempre accanto a te.

     

    Questo sole, questo calore, la mancanza di amore, i tanti amici, Leon che corre dietro alle lucertole, le prende e ci gioca, Luna adagiata sulla soglia di casa in attesa di dar vita a nuovi cuccioli, figli di un amore animalesco.

    Cornacchie che tempestano i cieli e rumoreggiano rendendo tutto ciò inquieto, uccelli che fischiettano, piante che fioriscono, il cielo è diviso tra celeste e bianco, le nuvole dove sostano gli angeli, proprio a questi esseri vorrei chiedere di portate mio nonno in paradiso e di farlo smettere di urlare e soffrire, di alleviare le sue pene, vorrei vederlo attraversare quei cancelli sacri, dove il mio piccolo Joker funge da guardiano, vorrei vederlo puro e non più sofferente, vorrei vederlo in pace, senza il diavolo dentro.

    La più grande astuzia del diavolo, è stata quella di far credere a tutti che non esistesse.

    Nonno Noè, sta per andar via da questo mondo, e le mie lacrime nei vicoli del centro storico, mentre passeggio solitario e triste, con le cuffie alle orecchie e gli occhiali a specchio a nascondere le mie emozioni, colano sul mio viso e terminano sulle mie labbra, facendomi assaporare quanto sia amara la vita in queste circostanze.

    Il parco della piazza, il monumento ai caduti, dietro quella fontana con un aquila che funge da simbolo della libertà donata alle anime non più su questa terra, proprio questo luogo raccoglie e distende il mio animo in pensieri profondi, una lastra di marmo, spezzata funge da cuscino, mi lascio andare sulla sua freddezza, guardo il cielo e il sole mi scalda e mi abbraccia al posto di una donna, le mie lacrime scendono ancora, la musica sopprime i rumori della natura, Bob Marley accompagna questo momento sacro di riflessione e tristezza, lui da sempre mio idolo e ispiratore di libertà, rispetto e bontà, proprio lui mi fa sentire meno triste.

    È proprio in questi momenti che un poeta riesce a dare il meglio di se, con le parole all’insaputa delle persone che lo circondano.

    Tutto ciò che butto fuori, non sta dentro!!!

    Mi sento libero da tante paure, da tante immagini future, premonizioni di sofferenze, ed esplicitando ciò metto a conoscenza il mondo dello stato emotivo di un poeta folle d’amore, l’amore che gli sta per venire a mancare perché il divino creatore vuol richiamare a se una persona a me molto cara, un nonno bucolico con dei baffetti vecchio stile, da lui ho ripreso la bontà e la passione per la natura e gli animali.

    Caro nonno Noè, questa parte di me vivrà in eterno come simbolo del tuo nome sempre presente nel mio cuore, ora che sei in vita e anche quando non ci sarai più.

    Purtroppo il tuo stato confusionale, non mi permette di leggerti queste cose, scritte nel giardino di casa, seduto al muretto sotto un sole fantastico, come piacerebbe a te, trasmettendo tutto l’amore che provo verso la persona che mi ha donato la passione per la natura.

    Presto smetterai di soffrire e ti troverai in un paradiso di natura, senza più vincoli fisici, e la tua anima rimarrà per sempre accanto a noi essere umani, come custode e protettore delle nostre brevi vite, che non sono altro che la condanna emotiva del peccato originale.




    Dedicata con tutto il cuore, l’’animo, la mente, e l’amore che un poeta prova verso una persona, sangue del suo sangue, padre della mia dolcissima e tenerissima madre, vedervi soffrire così, mi fa un male pazzesco.

    Mamma e Nonno vi amo da morire, sono vicino a voi anche quando non mi vedete!

    Leggere la mente, percependo le emozioni altrui - 4 marzo 2007

     
    A volte capita di soffermarsi con i pensieri su arditi desideri, su sogni che vagano per anni ed anni nella propria mente, magari ci pensi tutte le notti prima di dormire, e speri che il giorno dopo quando la notte è ormai alle porte ed i sogni a volte neanche li ricordi, speri che questo giorno possa essere migliore degli altri.

    Continui a sperare, che qualcosa cambi e che la tua vita si trasformi in una favola su scie di desideri realizzati, su prospettive vive soltanto nel tuo cuore, che pian piano prendono forma senza che tu te ne renda conto, neanche noti i cambiamenti finche non accade qualcosa, che in un solo secondo cambia la visuale di una vita da paese, trasportandoti su prospettive che ti potrebbero portare nella mente e nei cuori di tutti.

    Ci sono settimane che volano, come quella appena passata, tra treni presi a tarda sera come quelli di mercoledì, oppure quelli romanticamente persi di giovedì, incontrando casualmente un amico a termini e passando a casa sua le poche ore che rimangono prima di tornare a faticare.

    Treni persi per un secondo, lo stesso secondo che mi ha cambiato la vita, in un lunedì sera che è stato da sogno, un accordo di edizione inaspettatamente proposto ai miei occhi dalla casa editrice Mursia, una collana letteraria chiamata “Nuove Tracce”, la firma più importante della mia vita, quella della realizzazione artistica e dell’affermazione definitiva dei miei pensieri di uomo in primis e di poeta successivamente.

    A volte il lavoro toglie molta comunicazione agli esseri umani, e strumenti come le e-mail, la chat, il telefono ci tengono più uniti virtualmente, ma cene come questa che raccolgono le menti ed i cuori di ognuno di noi, proiettati nella propria avventura personale verso gli obiettivi preposti nei nostri cuori, verso le nostre ambizioni, fanno dimenticare quanto sia bello stare tutti insieme ridere, bere, fumare, parlare, prendersi in giro, guardarsi e sorridere solo per un gesto, a volte l’ambizione tiene lontano le cose veramente importanti e pian piano ti rendi conto di quanto ti manchino, e diventi malinconico, così che crei cene come queste, supportate dall’aiuto familiare, che riuniscono i desideri di tutti noi, quelli di essere per una sera qui a ridere, scherzare tutti accomunati dalla passione per la comunicazione in genere, o dalla polenta? :-)

    Oscar Wilde disse: “L’ambizione è l’ultimo rifugio del fallimento”, pensare solo all’ambizione ti tiene lontano dagli amici, ed ambire troppo ti porta a cadere, ed a rimanere senza amici.

    Questo discorso, viene scritto ancora una volta per tutti voi, Alessia, Daniele, Marco, Alessandro, Zuca, Zanna e tutti gli altri, presenti quasi tutti i giorni della mia vita, siete gli amici più importanti che ho, siete i protagonisti diretti delle mie emozioni, con voi ho vissuto le risate più belle da quando sono al mondo, su di voi posso contare sempre, perché siete persone con un grande cuore, che non si tirano mai indietro quando un amico ha bisogno di voi.

    Una volta Rimbaud disse: “Sono un poeta ma vorrei essere un veggente”.

    Molto volte guardo le persone dritte negli occhi e credo che non ci voglia molto nel leggere la mente, nel percepire le emozioni altrui, basta saper capire cosa gli occhi trasmettano, per arrivare a comprendere quello che l’anima altrui sta cercando di farvi percepire, una specie di magia che Coelho interpretava così: “Il saper sfruttare tutte le doti e le caratteristiche della persona stessa, esaltando quello che il destino ti ha donato, lo scrittore purtroppo è sempre da solo con se stesso, è un guerriero della luce che cerca un anima pura su cui costruire la sua arte, per lui la bellezza è la purezza dell’animo, leggiadra, sottile ed incontaminata”.

    L’affermazione professionale sul lavoro, l’affermazione artistica che sto per realizzare, mi donano una serenità unica, mi rimane solo di realizzare la teoria che Plotone espose sulla creazione dell’uomo e della donna.

    Il mio obiettivo nella vita?

    Farvi “Crescere e sognare” con le parole, come solo Jacques Prévert sapeva fare, incitandovi sempre di più nell’inseguire i vostri sogni , non arrendetevi mai, io sono un esempio lampante e vivente di come i sogni più desiderati si realizzino nel momento più inaspettato della vita.

    Vi voglio bene amici miei, senza di voi cosa sarebbe uno scrittore? Cosa narrerebbe? Di quali emozioni si alimenterebbe? Dove sarebbe Sperlonga, i campeggi, le palme scalate da topi ubriachi, i falò investiti dalle nostre urla, i piatti di pasta con funghi e salsicce deliziosi e dalle donne invidiati, i pugni sui tavoli a far volare un posacenere, dove sarebbero i router asfissianti di Clemente, i cori ubriacanti di Gianluca Picchio al di fuori di pub da Leffe ricolmi, le capre ubriache barcollanti sulla strada di casa, lo sapete dove sarete?’

    In tutte le librerie d’Italia, descritti dalle parole di un poeta che sa leggere la mente attraverso gli occhi, raccontando le vostre anime trasformate in ritratti, racconti e poesie che rappresentano le nostre emozioni, semplici, pure e ricolme d’amore!

    Teneramente Giada

     

    Giada,

    piccola, dolce, leggiadra

    arrossita, sul ventre della nonna

    posata.


    Oh Giada Giada

    Un immensa tenerezza è nata,

    Prima in foto, con il rosa cappello osservata

    E poi dal vivo

    La tua guancia con la mano sfiorata.


    Una bimba qui portata

    Da una streghetta assai delicata

    Su una scopa di tenerezza formata

    E tra le stelline teneramente invidiata.

     

    giada

    A volte la mente prevale sul cuore


    A volte capita di pensare troppo

    E di commettere degli errori

    Che sono causa di malumori

    Tristezze e dolori.


    Capita di essere sicuri di quello che si pensa

    Ma che poi non si prova

    Capita di essere nel dubbio

    Se una persona tiene a te o meno.


    Troppe volte ho sbagliato nella mia vita

    E non credo che questa sia una di quelle volte.


    Stavolta non mi sbaglio su quello che provo

    I miei occhi disegnano cuori

    Pieni di pene

    Provocate dal bene che scorre per te nelle mie vene.


    Ieri la mente ha prevalso sul cuore

    Forse questo cuore è pieno di amore?

    Non lo so…..so soltanto di volerti tanto bene

    E di non voler litigare e provare queste pene.


    D’ora in poi ci metterò solo il cuore

    Sperando che un giorno esso siano pieno d’amore.

    Non mi riesco a trattenere, ti voglio bene, non voglio perderti, in ogni secondo ho paura che qualcuno ti rubi a me, quando vai a ballare salsa e mi ignori, il giorno dopo, ho questa paura, che conosci qualcuno, ti innamori e mi dimentichi!

    Non posso farci nulla, ho paura di non vedere più splendere la mia piccola stellina, quella che accende le mie ispirazioni ed i miei occhietti.

    Ti ho fatto due piccoli regali da un po’ di tempo, aspettavo un occasione per donarteli, sono due pensieri dolci, nulla di preoccupante, e mi piacerebbe donarteli il 14 febbraio, se non hai impegni, te lo dico ora, anticipando i tempi, perché hai sempre poco tempo, e tanti ammiratori.

    Attendo una risposta, non farmi stare troppo in ansia.

    Ti voglio bene piccola streghetta!

    La rosa del desiderio

     

    Oh lo vedi quanto è rossa questa rosa?

    Con i tuoi occhi il suo colore si sposa.


    Elettrico e vivo rendi il mio animo

    Romantico e sognatore rendi il mio cuore

    Calore, bene, dolcezza ed amore

    A te pensa un poeta colmo di passato dolore.


    Rossa, rossa, e ancor più rossa

    La rosa del desiderio

    Caldo, ma quanto caldo , e quanto vero!!!


    In un sogno di prossima data io spero

    Lo desidero e voglio sul serio

    Nervoso, con lo sguardo perso in non so cosa

    Il mio animo è ritratto in questa rosa.


    Per te

    E per nessun altra donna io scrivo

    E ti comunico

    Anche se in modo tardivo

    Quanto tu rendi il mio desiderio vivo.


    Tra esagerazione 

    Follia ed immaginazione…

    Aspetto quel momento magico

    Dell’unione delle nostre labbra

    E che esse sfocino nell’intensità

    E nel calore della rosa del desiderio.


    Se il fato vorrà

    Tutto ciò da sogno a realtà

    Si tramuterà.



    Dedicata al desiderio, al dialogo, ai sorrisi che ci sono tra di noi, alla tua dolcezza unica e inimitabile, alla tua incredibile sensibilità, a volte mi sembri così vicina, a volte lontanissima.

    A volte il destino incrocia le nostre strade, e ti porta dalle mia parti, ed ogni volta che lo so, inizio ad emozionarmi, si nota no??? Credo proprio di si….:--)

    È tutta tue questa poesia Veronica, ancora una volta mi emozioni con la tua presenza, non vedo l’ora di abbracciarti forte, e di stringerti a me. Ti voglio bene, dal profondo del mio cuore.

    In volo sulle ali argentate della libertà

     

    E allora, mi incammino

    In valli di timore

    Seguendo sentieri di amicizia e amore

    Inciampo in pietre di errori

    E in solitarie radici di orrori.


    Giungo su una sporgenza

    Incute terrore

    Al di sotto c’è un mare di libertà

    Nuvole di tentazione mi circondano

    Ed annebbiano la mente

    Sospingendo il mio corpo in avanti

    Proteso verso una grande tentazione

    Il tuffo che porta alla libertà totale.

    Ma riuscirò a nuotare?

    O le sue acque saranno pesanti

    Ed insite di vortici malvagi?


    Tra la certezza

    E l’incertezza scelgo la seconda

    Mi avvicino alla sponda

    Alzando il mio corpo sulle punte dei piedi

    Mi lascio andare nel vuoto della paura

    Scorrendo sempre più velocemente l’aria

    Che fredda la mia pelle

    E più mi avvicino

    E più l’acqua è calda.


    Sento un calore crescente

    Come se qualcosa stesse per accadere

    Sto per arrivare sulla magica superficie

    Sono a pochi centimetri

    Le mie dita iniziano a toccarla

    È limpida, calma, dona un senso incredibile di pace

    L’animo tace, la mente riposa, il cuore è colmo

    Ripieno di libertà, che invade tutto me stesso.


    Una luce mi attrae nel fondale

    Una statua in ghiaccio

    Con delle ali argentate

    Situata su una roccia.


    Due aquile ai suoi fianchi

    In simbolo di protezione,

    Inciso sulla roccia:

    Madre libertà”

    Quando vedi un'aquila, tu vedi una parte del genio: alza la testa!”


    Alzai la testa, e fissai gli occhi di quello che invano avevo ricercato

    Mi sentii leggero, felice nella percezione della suo bontà

    E alzai un pugno nell’acqua trascinando tutto me stesso

    Verso il sole, componendo versi che inneggiano mia madre libertà:


    Io sono il figlio della liberà, lei mi porta nel cielo azzurro, tra le sue ali argentate, dove nessuno può ferirmi od opprimermi.”




    La libertà è dentro di noi, nella nostra mente, in quello che lei ci permette di percepire, la libertà è l’apertura mentale, di un determinato individuo che non pone limiti alla propria fantasia, e che la fa vagare su binari eclettici del desiderio, dei sogni che sono la linfa della vita, e la loro realizzazione tramuta la vita in una favola.

    Scrissi questa poesia qualche giorno prima della telefonata di Ester, che mi comunicò la pubblicazione delle mie poesie, sembra come se avessi percepito in anticipo questo evento, ad essere sincero, ero sommerso dal lavoro, ed una telefonata improvvisa ha scosso tutta la mia vita, donandomi quella affermazione e libertà che cercavo da tempo, un grandissimo grazie alla società per cui lavoro.

    Il vento di fine anno

     

    Soave infrange i cuori

    Leggiadramente parla agli amici

    E gli dona carezze formate di parole.


    Impavido trasporta il mio animo

    Lontano da alcune persone

    Che comunque terrò aggrappate al mio cuore

    Sempre colmo per loro di luce e amore.


    Fuggente e improvviso

    È il mio essere

    Che si espande verso altre persone

    Che non cadono nel conformismo

    E nella negligenza,

    ma nell’organizzazione di un’emozione comune,

    nella semplicità, nelle parole e nei sorrisi,

    nella voglia di stare insieme, comunicando,

    forse persone dall’animo artisticamente più sensibile.


    Soffia questo vento,

    trascinando con se,

    le ultime emozioni

    e non importa come sono ora,

    ma come saranno nel 2007

    di cuore, sentite, vere e schiette.


    Un abbraccio a quelle persone

    Che stasera, ascoltano la mia emozione,

    non ne conosco l’identità

    ma so soltanto che sarà

    una serata di risate, abbracci e sincerità.


    Leggiadro, pungente,

    forse esiste soltanto nella mia mente

    questo vento, piccante, intrigante

    irritante e freddo, così freddo

    che rabbrividisco, ma per fortuna

    siamo tutti insieme, uniti da sballate cene

    da vino che scorre nelle vene

    da un accordo, attento,

    che accompagna questo vento

    che la fine dell'anno, ha spento.

    Dal sorriso, alla lacrima...

     

    Come si passa da mille risate ad una lacrima? :--) ve lo spiego…


    Le risate:

    Domenica mattina, pre-pranzo, sono uscito e mi sono recato al laghetto qui vicino casa, vi si trova una sorgente naturale, mia madre non può alzare pesi, così l’ho accompagnata a prendere l’acqua.

    Nel viaggio di ritorno, una volta parcheggiati nel garage, mia madre apre il cofano, mi dirigo verso le taniche, boommmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm!

    Enorme testata sul cofano alzato!!!! Le risate……………..mia madre rideva come una pazza, i miei zii, nel vicinato non ve dico…………….bah…………….la cosa positiva?

    DONARE IL SORRISO AGLI ALTRI INCONSCIAMENTE.

    Notare le sfumature, anche nelle cose sciocche, è importante, per cercare di far stare meglio anche gli altri, in questo fatto che vi ho raccontato, è stato molto importante che il fato mi abbia fatto sbattere la testa, il padre di mamma, non sta benissimo, e quindi lei di conseguenza non ha un umore solare di questi tempi, quindi vederla ridere di cuore, per dei miei buffi gesti, mi ha fatto stare meglio……..LE HO DONATO IL SORRISO, per questa settimana, sono contento così!!!


    La lacrima:

    Sabato ho messo le cuffie alle orecchie, il mio fedele Ipod mi accompagna ovunque, e sono andato a passeggiare per il centro del paese, erano circa le 15.00, faceva freddino, ma giravo solo con una felpa, mi sono fermato al mio solito bar, ho parcheggiato la macchina, ho preso il caffe e sono partito ponendomi l’obbiettivo di arrivare in piazza e andare a trovare il mio compare(quello che mi regalò la mia prima penna, una Mont Blanc all’età di 7 anni), ha perso la moglie qualche settimana fa, e non avendo avuto occasione prima di andarci, ne ho approfittato questo sabato, so che si sente solo, e quindi volevo fargli un po’ di compagnia.

    Quando ero lì, non ha fatto altro che parlare di lei e piangere, di solito mi racconta, ogni santa volta, del fatto che quando ero piccolissimo, seduto al seggiolone, lui mi incitava a prendere il bicchiere di vetro per bere da solo, e che un giorno litigando con mia madre, per questo fatto, io davanti a loro, ho preso il bicchiere e ho bevuto da solo, mettendo a tacere entrambi :--)

    Me lo racconta ogni volta che vado lì, era diventato come un rituale da anni, lui è anziano, a 87 anni, ma è una persona molto colta, con dei bei modi di fare, e di porsi, sono molto legato a lui perché mi ha regalato quella penna, vedendo in me, prima di tutti la vena poetica……..

    Non so come abbia fatto, ma quella penna la custodisco e uso da anni, e ha scritto tantissime poesie sulle scale di piazza di Spagna, dando vita alla mia prima raccolta.

    Poi sono andato a trovare mio nonno, e stando in quella stanza dove lui è coricato, notando gli oggetti, la sveglia vecchio modo, con la carica, i vecchi quadri, i vecchi mobili, tutto ciò che una volta, era di moda, e che ora è antiquariato, mi sono reso conto, che sono passati tantissimi anni, i miei occhi sono diventati lucidi, pensando che sono cresciuto, che le persone che ora sono accanto a me, stanno invecchiando, e pian piano lasceranno questa terra, mio nonno guardava di fuori, ripensando a tutte le cose che prima faceva, badare agli animali, alla terra, sempre in movimento, sempre impegnato, ora costretto in una stanza, si è messo a piangere, e le mia lacrime hanno accompagnato le sue, unendosi in un dolore comune.

    Non smetterò mai di dire, che dolore e gioia sono la stessa cosa, emozioni uniche che vanno vissute entrambe fino in fondo, senza paura e senza tirarsi indietro!!!!


    Un pensiero per Welby, non capisco come la procura di Roma, possa emettere una sentenza del genere, quando quel povero ragazzo sta soffrendo tantissimo, e vorrebbe avvicinarsi al nostro creatore, tener conto della sua volontà, vuol dire portare “rispetto”, e lui è libero di decidere, se vivere o morire, in determinate condizioni! LIBERTA’!!!

    Ora dovrebbe presentare ricorso e continuare la sua lotta.

    Sapete che tutti i politi attualmente al governo, hanno tutti, ma tutti e proprio tutti la fedina penare sporca????????????? Uno schifo…..ladri al potere, e credono di decidere bene.

    Uno solo ne rispetto, Pannella, perché lui è sempre vicino a casi di “Cuore”, per lo meno lui, è se stesso davanti a tutti, se fa le canne, e lo fa in pubblico, senza nascondersi, mentre gli altri politici fingono di essere dei santi!!!!!!!! Anche nel caso Welby ci sta mettendo l’anima!

    Sia chiaro, non sono di alcuna parte politica, e non lo sarò mai.


    La scrivania, è incasinatissima, cd e dvd sparsi ovunque, portacenere a forma di Bob Marley con la lingua di fuori e su di essa vi sono posate 4 cicche di sigaretta, 5 casse più centralina, uno schermo 17 pollici lcd, un catalogatore di dvd elettronico, il mio nokia N80, la tastiera wireless dalla quale vi trasmetto le mie emozioni, la mia mente che mescola cuore e anima per dar vita, a qualcosa che possa essere sensibile e umana, una newsletter più attenta, ai fatti, al natale che si avvicina, si dice: “E’ natale, siamo tutti più buoni”

    E se invece cercassimo di esserlo sempre???? Non sarebbe meglio?!?! :--))

    Alessandro il Grande

     
    Su scie di folta e fresca erba, di caciotte imbandite, un giorno due animaletti si incontrarono e si conobbero, Alessandro la capra, è un tipo dall’aspetto cupo, non lo conoscevo, e mi rimase un po’ impresso per i suoi modi di fare, la sua freddezza, ed i suoi sorrisi e battute colmi di ironia.

    Mirco il topo era un animaletto che impazziva per il formaggio, e queste due anime nonostante la loro diversità, andarono molto d’accordo, si dicevamo sempre le cose in faccia, a volte con toni aggressivi e forti, però se la dicevano e questo era l’importante, questi due animaletti non hanno mai litigato, e si sono ritrovati spesso soli in lunghe bevute davanti al bancone, in compagnia del solito Roberto, a rimembrare vecchie avventure di increduli compagni, e durante la settimana, quando il marciapiede era vuoto, loro due c’erano sempre, sapevano che si sarebbero sempre incontrati in quel bar, verde, che li attirava tantissimo.

    Lo vedevo quasi sempre solitario, un po’ come me, lasciato andare su quel marciapiede, davanti a quel bar, con il bicchiere di vino in mano, da quel giorno, quando lo vidi cosi solitario, decisi che non doveva esserlo più, perché anche io ero li, e noi ci incontravamo senza chiamarci, uscivamo, andavamo lì, e ci si ritrovava a bere insieme, silenziosi o caotici che fossimo.

    La cosa che più ammiro di lui, è la sua freddezza, nel dire di no, nello stare da solo, vorrei anche io avere quella sua stessa capacità di isolare le emozioni dal corpo, so che è una persona forte, lo ha dimostrato in tante circostanze, e soprattutto ultimamente.

    È stato un week-end duro, per tutti, tante lacrime sui volti di tutti noi, suoi amici, ogni minuto passato insieme a lui, uniti nel suo dolore, chi più chi meno, eravamo tutti sullo stesso livello emotivo, perché tutti noi vogliamo bene ad Alessandro.

    Era tempo che mi chiedeva: “Scriverai qualcosa per me e George Best??”

    Un altro suo nomignolo, lui è un portiere e gioca a calcetto, le sue parate hanno dell’incredibile, quando deve giocare, non tocca bicchiere e mette la passione in ciò che fa, esattamente come fanno Davide, Zapone, e il Blues-Man quando suonano, ragazzi, artisti, che giocano con la fantasia nelle loro vite, anime sensibili, che ogni giorno mi stupiscono, a volte in negativo, ed a volte in positivo, ma pur sempre mi stupiscono con i loro sogni sempre accesi!

    Foto Alessandro il grande pag 157


    Un’attesa infinita….

     

    A tratti stordiva

    Il tempo che passava

    Che dubbi dentro mi lasciava

    Avrà o no voglia di vedermi?

    Le domande ricorrevano

    Nella mia mente

    Sempre nel mio io vagante.


    Un emozione assurda

    Incontrollabile

    Per ciò che mi dona dentro

    Mi sento come un bambino

    Vicino ad un camino

    Il calore ne riscalda il viso

    E disegna un fantastico sorriso.


    Quando ti guardo

    Rimango intrappolato

    Nella luce dei tuoi splendidi occhi

    E la mia emozione non ha sbocchi.


    La passione mentre guidavi

    Nel cantare la tua preferita canzone

    Il sorriso che si ingrandiva

    Al variare delle curve che avevi a disposizione.


    L’emozione del tuo viso

    Dei tuoi occhi

    La bellezza della rosa

    La dolcezza dei dolci

    Il ritratto che ci incornicerà

    Per sempre in un luogo magico.


    Sul letto distesa

    che mordevi la mia dolcezza

    quel messaggio

    ha creato una splendida ebbrezza

    non so cosa mi accade

    so solo che il tuo nome la mia testa invade.


    Mi sto innamorando?

    Un ora per conoscersi,

    un giorno per innamorarsi

    una vita per dimenticare…

    solo il tempo una risposta

    saprà dare!





    Dedicata ancora una volta a Veronica, sentivo un qualcosa dentro, che mi faceva essere ansioso, sentivo che dovevo dirti come stavo, lo stato emotivo che mi travolge, non potevo più tenere tutto dentro, mi emozioni troppo, quanto ti penso non lo puoi neanche immaginare, la mia collega, Romina, prima che ti incontrassi mi ha detto:

    Hai gli occhi a forma di cuoricino”

    Non gli volevo credere…….ora i miei occhi si incantano nel nulla mentre penso a te.

    Il linguaggio dell’anima

     

    Andante, ondulante, a volte curvo, a volte poco visibile, appena accentuato, quasi effeminato, mai racchiuso, al di sopra di ogni sopruso, il sorriso, è il linguaggio dell’anima, sorridere ti dona positività, e ti aiuta interiormente ad essere sempre forte!

    Questo concetto espresso in un aforisma di Pablo Neruda, è uno dei miei concetti di vita, anche nei momenti tristi, si deve trovare la forza di sorridere, in fondo non si sa mai chi potrebbe innamorarsi del vostro sorriso!

    Mi piace a volte donare il sorriso agli altri, in modo che il mio si disegni di conseguenza, mi piace vedere la gente ridere, perché si crea un feeling unico, che non riesce ad essere spezzato da nessun evento, il sorriso dell’amicizia, è il più bello al mondo, e ti dona una pace unica dentro, una pace che solo il sentimento disinteressato sa donare.

    Lo sbadiglio? Che si trasforma in sorriso………………non è bellissimo???

    Specialmente se accade, tra due persone innamorate, quante volte ho sorriso in passato, vedendo il mio amore, sbadigliare, guardarmi, e il trasformarsi del suo sbadiglio da un sorriso provocato da una mia particolare gestualità, anche in un così piccolo particolare si possono notare delle sfumature, sottili ed uniche per tenerezza, dolcezza e gioia.

    E il sorriso tra le persone del tuo stesso sangue???

    A volte in famiglia capita, molto spesso, che non si trovi la forza di dire a voce alta:

    Ti voglio bene mamma, ti voglio bene papà!”

    Non la si trova, e spesso basta un sorriso per digli ciò, molte persone lo fanno, io a mia madre gli ho detto che le voglio bene tramite una poesia, la consegnai tra le sue mani, quando era in ospedale, e la sua assenza aveva creato in me un vuoto enorme, credetemi quando dico, che per essere madre di un poeta, devi sopportare le peggio esagerazioni, non è facile, e lei non mi ha mai negato nulla, non mi ha mai tradito, e mi ha sempre difeso, per questo a volte, mi nascondevo dietro la porta di casa quando rientrava dal negozio, e le mettevo paura, facendola saltare in aria, e vedendola ridere, io stavo bene e lei stava bene, in un momento delicato per la sua salute, dovevo fare di tutto per farla sorridere, e spesso ci riuscivo.

    Mio padre, è un tipo un po’ più duro, uomo di vecchio stampo, siamo spesso in contrasto, due caratteri forti e “duri di testa”, spesso litighiamo, pure di brutto, ma il rapporto con lui è bello così,e gli voglio bene per questo, perché mi ha sempre consigliato bene, e anche grazie a lui, che ora ho un buon lavoro, perché fin da quando ero piccolo mi ha saputo dare i consigli giusti, sulle scuole, sui corsi, e anche se io e lui ci abbracciamo poco, o quasi mai, gli voglio un bene dell’anima, e per questo a tavola la sera, faccio lo scemo, per ridere tutti insieme, in un momento della giornata che raccoglie, la stanchezza, e i sorrisi di tutti!!!

    Curve materiali, che si disegnano su volti tristi, curve simbolo del linguaggio dell’anima, curve che fanno innamorare, curve che fanno amare, curve che uniscono le famiglie, curve, e soltanto curvi sono i lineamenti del sorriso, eterna fonte di serenità e positività!

    Un buco nell’OZone

     
    Emozionatissimo,

    nervosissimo,

    d’improvviso

    all’entrata il tuo viso

    che si abbinava al tuo tenero sorriso.


    Bella, ti vedevo,

    e bella ancor ti vedo

    per degli occhi che ora

    non mi rendono più inquieto.


    All’inizio un po’ distante

    Poi con i cocktail

    Più vagante,

    l’importante era

    che il tuo sorriso fosse grande.


    La sera in modo lieto passata

    Tra balli, urla e qualche scivolata

    Una serata nel finale

    Davanti il bancone

    Dove il poeta lasciava ballare

    La sua emozione.


    Una serata ancora una volta finita

    In una poesia alla dolce Veronica elargita

    Nella speranza di una prossima uscita.



    La dedico ancora a te questa poesia, dolce Veronica, è la terza dedicata a te, mi stai emozionando tantissimo, non smettere per favore, voglio tornare a vedere quella luce nei tuoi occhi, e se me lo permetti vorrei aiutarti di prima persona, nel farli brillare.

    Sono andato a dormire felice, con il sorriso sul viso, e questa poesia è simbolo della nostra conoscenza, un grande abbraccio, dolce amica di intensa emozione.

    Perso nella luce dei tuoi occhi.

     

    Ti ho pensato, tanto

    In questi giorni, sperando

    Che quel telefono squilli.


    Ti ho desiderato,

    La curiosità di sentire la tua voce,

    Mi mangia, mi corrode.


    Vorrei avere i tuoi occhi

    Di fronte ai miei

    Vorrei volare attraverso essi

    In luoghi alla fantasia sconosciuti

    Vorrei perdermi nella luce che emettono

    E per i quali ho perso il lume della ragione

    Così scrivendo ogni mia emozione.


    Quella posa sensualissima

    Quelle labbra rosate

    Da un lieve bagliore sfiorate

    Le mani sul collo

    La parte più sensuale

    Di un desiderio,

    Ma io non mollo!!


    Vorrei la tua conoscenza

    In modo semplice

    Passionale e intensa.


    Vorrei parlarti

    All’altezza dei tuoi occhi

    Perso dentro di essi

    Per mille volte ancora,

    Fino a raggiungere l’intensità

    Di una boreale aurora.



    Dedicata a Veronica, che incanta i miei occhi, dedicata dal cuore, con calore, desiderio e ardore, dedicata in libertà, in premura, in dolcezza, una dolcezza unica che mi trasforma totalmente.

    Spero di sentirti presto, hai già due poesie….tutte tue.

    Il bastone immacolato

     
    Da mia zia in armadio posato

    Il bastone immacolato

    Per decenni ha accompagnato

    L’altro nonno ormai in cielo volato.


    Su di esso,

    la trinità disegnata

    In simbolo di credo e fortuna scolpita

    Un bastone che passa

    dall’una altra generazione

    Sperando che nuova forza gli doni.


    Nonno “Noè”

    Non può più venire da me

    Ora tutti vanno da lui

    Tutti lo avvolgono di bene

    E gli dimostrano l’affetto che

    Circola nelle loro vene

    Nei loro cuori

    Nello loro menti

    Facendogli capire

    Che i parenti non sono distanti

    Ma vicino a lui

    specialmente nei brutti momenti.



    La dedico, a nonno Antonio, che ormai sta borbottando nei cieli, ed a nonno Nello, che sta poco bene, questo è il mio modo per dirti quanto amore provo verso di te, per farti capire che se anche ci sono per poche ore, io ti penso sempre, a volte il lavoro, a volte gli impegni, mi tengono distante da te, ma come vedi, tutto ciò che provo rimarrà scolpito in eterno con la poesia che ti ho dedicato.

    Il poeta, alle donne distante.

     
    Adelante. Adelante, il poeta è distante

    Nel cuore, nell’animo e nella mente

    Si allontana da ogni donna che sua non sente.


    Rimane da solo in un regno di fantasia

    Dove i sogni lasciano un lunga e folta scia

    Si allontana pian piano

    Tenendo un sogno stretto in mano

    Si allontana languidamente, silenzioso e sfuggente.


    E più che mai sicuro

    Di esser tornato tosto e duro

    Più che mai sicuro

    Che il suo cuore è come un muro

    Nessuna lo tocca e lo scolpisce

    Così alcuna lo tradisce!


    Rimane distante nell’animo

    E nella mente,

    distante

    vagante nell’universo dei sogni

    dei sui più intimi bisogni

    dei sui desideri, caldi

    assurdi e veri!


    Mille e più assurdi desideri

    Che scorrono nel sangue caldo

    Che brillano nel suo sguardo

    E quando vedrà luce

    Avrà raggiungo il suo traguardo.


    E come per magia...

     

    E come per magia,

    l'incanto dei suoi occhi sparirono dallo schermo.......

    lasciando un poeta a parlare da solo........

    la mancanza dei suoi occhi,

    già si avvertiva......

    non si sa perchè

    ne come ciò avvenga....

    ma in lui creano uno strano effetto...

    un'incredibile dolcezza….

    che lascia il suo animo curioso….

    e desideroso di conoscere meglio

    quella tenerissima creatura.


    E allora, lui afferra

    Le sue virtuali emozioni

    E con uno dei suoi innati doni,

    crea delle parole

    così mescolate a dar vita

    ad un dolce e tenera poesia.


    Il tuo aspetto più interessante?

    Il viso, i lineamenti, soprattutto

    I tuoi occhi, e non il sedere,

    cosa che ancora non ho avuto

    l’immenso piacere di vedere.



    Dedicata a Manuela, donna che non ha mai tempo per dedicarmi qualche dolce parola in più………la pazienza è la virtù dei forti, sono forte e saprà attendere momenti migliori, se il fato vorrà.

    Una tipica alchimia

     

    I tuoi occhi e il tuo sorriso

    Impressi nella mia mente di bambino

    Nella sera ed al mattino.


    Un feeling di sorrisi e risate

    Tra me e te di continuo scambiate.

    Ti ho lasciato, il sorriso prima di dormire?

    Mi sembrava, di un poeta, un dovere

    Perché in questi giorni hai lasciato dentro me

    Del fantastico e gradevole piacere.


    Una tipica alchimia d’animo

    Di sorrisi, di risate,

    Di anime a se stesse lasciate,

    Di provocazioni, di virtuali emozioni.


    Non importa se non ci sarà incontro

    L'ho sempre detto:

    Sei sprecata per questo mondo!!!

     

    Dedicata a Cinzia, te l'ho sempre detto: sei sprecata per questo mondo! :-)

    In profonda emozione salendo

     
    Scorrono vivaci le emozioni

    Sotto la mia pelle

    Seguono un percorso obbligatorio

    Quello del cuore, dell’istinto,

    del calore, dell’amore.


    Accedono poche donne

    Al mio vero essere

    Ormai stanco di attendere

    Il più grande dei calori

    Uno dei più belli e intensi amori.


    Attendo, e attendo…

    All’infinito attendo….

    Un’attesa che sta crescendo…

    Un emozione che sto vivendo

    M’intrighi in modo tale

    Che ora altra donna non ha eguale.


    Mi trasporti in una terra

    Di calore e profondità

    In un ruscello di sensualità

    In delle strade curve dei tuoi lineamenti

    E impresse nell’animo profondo.


    Tu che cosa sei in questo mondo?

    Io cosa sono al mondo?

    Una parte infinitesimale dell’universo

    Un animo in emozioni perso

    Non soffrire, lotta, cadi e vai avanti

    E se lo permetterai

    Un altro poeta vicino avrai.



    Dedicata a Stefania, una mediterranea ragazza da poco conosciuta, mi ha emozionato, e non poco direi, speriamo vada tutto bene e il fato sia dalla mia parte, per come stai ora, ti sono vicino e ti comprendo, per questo hai in dono questa poesia.