IlFoLLePoEtA님의 프로필´¯`°¤.¸ (¯`¤ -=| Sogni e...사진블로그리스트기타 ![]() | 도움말 |
´¯`°¤.¸ (¯`¤ -=| Sogni e follie d'amor, in libertà |=-.¤´¯) ¸.¤°´¯`Il primo libro di Mirco Sterbini in arte IlFoLLePoEtA. Distribuito da Mursia Editore |
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PRESENTAZIONI EFFETTUATE:
14 aprile 2007 --> Auditorium comunale di Anagni: Demo Sogni e follie d'amor, in libertà. 4 ottobre 2007 --> Libreria "Tra le righe" Roma: versione integrale: Sogni e follie d'amor, in libertà. Recensione libro --> Il mio secondo libro: Sogni e follie d'amor, in libertà. Libreria Online --> Il libro direttamente a casa tua via internet. Ciao ragazzi, piacere sono Mirco e sono nato ad Anagni e lavoro a Roma per una nota società di Ingegneria Informatica. Ho iniziato a scrivere durante l’adolescenza, dedicando la prima poesia a Sara, tenuta segreta per otto lunghi anni. Poi la folle avventura: la conoscenza di ragazze in chat, scoprendone prima pensieri e sentimenti, e poi conoscendole personalmente, in amicizia. Con una di queste ragazze ho vissuto una storia d’amore lunga quattro anni, e qualche incredibile avventura all’insegna dell’amore. Non ho mai cercato fama, successo e denaro, ma soltanto affermazione poetica. La mia migliore virtù è la determinazione, tramite cui ho realizzato alcuni dei miei più grandi sogni, come pubblicare questo volume. La mia etica di vita si basa su una forte passione per la libertà, il rispetto e la lealtà. Il mio è un mondo di fantasia tutto personale, mi diverto con poco, bastano i sorrisi degli amici e un pub per essere felice. Amo l’informatica e la tecnologia, ma sono anche un sognatore estremo: i miei poeti preferiti sono William Blake per i concetti sulla percezione, Pablo Neruda per la fantastica modalità espressiva, Jacques Prévert per la semplicità di una poesia quasi parlata e comprensibile a tutti. Ed è proprio in questo che mi sento vicino al poeta francese: per il modo semplice e limpido di trasmettere le emozioni. E perchè il folle poeta? Tutto è dovuto alla mia migliore amica, che mi inviò questa storiella: La Follia invitò i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dalla lettura di questa storia, nacque il poeta folle d'amor, trovai la mia identità, la mia missione, i miei obiettivi. Buona lettura a voi che restate....
10월 14일 Un vento ancestrale
Un vento primordiale Che portasse via ogni male.
Un vento gelido in primavera Che ogni speranza azzera.
Un vento così pungente Che fa stringere Tutta intorno a lui la gente.
Un vento divino Che ha fatto tornare mio nonno Di nuovo bambino.
Un vento ancestrale Che cancella la via del male.
Un vento provocato dalle ali degli angeli Che presto accompagneranno Il mio bucolico nonno dove non ci sono più sofferenze.
E le mie lacrime scorreranno ancora Fino a che il male non avrà lasciato la tua anima, come dimora.
E fino a che, joker il gattino del destino Ti accoglierà nel paradiso divino.
Dedico tutti e due i miei libri, questa poesia e tutta la mia vita artistica a mio nonno Nello, che pochi mesi fa ha lasciato questa terra perchè richiamato dal nostro creatore, nel vero paradiso. Ti voglio bene Nonno, il folle poeta sarà sempre con te. Il giorno della redenzione – Lettera ai sognatori- Presentazione amatoriale della demo di questo libro –
Da anni, lo immaginavo così puro, colmo di persone che mi vogliono bene, con musica e parole a riscaldare l’ambiente, da anni vagava nella mia mente un metodo per chiedere scusa alle persone che mi sono più vicine, verso le quali ho sbagliato. E’ in questo giorno che redimo la mia anima dai peccati e dai grandi errori commessi in passato, in questo giorno i demoni negligenti volano via e mi lasciano finalmente libero.
REDEMPTION POETRY
Nelle antichità, negli albori, ai poeti si donavano gli allori. Comunicazione, leggiadra essenza dell'essere, rime baciate, o alternate, ma sempre a tema trattate. Ricevere un’affermazione, in totale libertà, libero da vincoli commerciali, dal vincere o perdere di questa assurda società. Aria ed emozioni bastano per divertirsi, anche sul luogo del lavoro, la felicità in se è l'essenza dell'attimo, della materializzazione dei propri desideri, sogni inseguiti per lunghi anni, in nano secondi realizzati, donano un assurda e incredibile felicità. Ti ho inseguito, ti ho perfino calpestato Ti ho a volte rifiutato, oh mia redenzione, finalmente sono colmo di emozione, posso dire senza Politica e senza Chiesa che ho raggiunto la mia meta: parlare al mondo di quotidiana emozione farvi crescere e sognare come solo un ragazzo di strada sa fare. Nonno Noè, il folle poeta sarà sempre accanto a te.
Questo sole, questo calore, la mancanza di amore, i tanti amici, Leon che corre dietro alle lucertole, le prende e ci gioca, Luna adagiata sulla soglia di casa in attesa di dar vita a nuovi cuccioli, figli di un amore animalesco. Cornacchie che tempestano i cieli e rumoreggiano rendendo tutto ciò inquieto, uccelli che fischiettano, piante che fioriscono, il cielo è diviso tra celeste e bianco, le nuvole dove sostano gli angeli, proprio a questi esseri vorrei chiedere di portate mio nonno in paradiso e di farlo smettere di urlare e soffrire, di alleviare le sue pene, vorrei vederlo attraversare quei cancelli sacri, dove il mio piccolo Joker funge da guardiano, vorrei vederlo puro e non più sofferente, vorrei vederlo in pace, senza il diavolo dentro. La più grande astuzia del diavolo, è stata quella di far credere a tutti che non esistesse. Nonno Noè, sta per andar via da questo mondo, e le mie lacrime nei vicoli del centro storico, mentre passeggio solitario e triste, con le cuffie alle orecchie e gli occhiali a specchio a nascondere le mie emozioni, colano sul mio viso e terminano sulle mie labbra, facendomi assaporare quanto sia amara la vita in queste circostanze. Il parco della piazza, il monumento ai caduti, dietro quella fontana con un aquila che funge da simbolo della libertà donata alle anime non più su questa terra, proprio questo luogo raccoglie e distende il mio animo in pensieri profondi, una lastra di marmo, spezzata funge da cuscino, mi lascio andare sulla sua freddezza, guardo il cielo e il sole mi scalda e mi abbraccia al posto di una donna, le mie lacrime scendono ancora, la musica sopprime i rumori della natura, Bob Marley accompagna questo momento sacro di riflessione e tristezza, lui da sempre mio idolo e ispiratore di libertà, rispetto e bontà, proprio lui mi fa sentire meno triste. È proprio in questi momenti che un poeta riesce a dare il meglio di se, con le parole all’insaputa delle persone che lo circondano. Tutto ciò che butto fuori, non sta dentro!!! Mi sento libero da tante paure, da tante immagini future, premonizioni di sofferenze, ed esplicitando ciò metto a conoscenza il mondo dello stato emotivo di un poeta folle d’amore, l’amore che gli sta per venire a mancare perché il divino creatore vuol richiamare a se una persona a me molto cara, un nonno bucolico con dei baffetti vecchio stile, da lui ho ripreso la bontà e la passione per la natura e gli animali. Caro nonno Noè, questa parte di me vivrà in eterno come simbolo del tuo nome sempre presente nel mio cuore, ora che sei in vita e anche quando non ci sarai più. Purtroppo il tuo stato confusionale, non mi permette di leggerti queste cose, scritte nel giardino di casa, seduto al muretto sotto un sole fantastico, come piacerebbe a te, trasmettendo tutto l’amore che provo verso la persona che mi ha donato la passione per la natura. Presto smetterai di soffrire e ti troverai in un paradiso di natura, senza più vincoli fisici, e la tua anima rimarrà per sempre accanto a noi essere umani, come custode e protettore delle nostre brevi vite, che non sono altro che la condanna emotiva del peccato originale.
Dedicata con tutto il cuore, l’’animo, la mente, e l’amore che un poeta prova verso una persona, sangue del suo sangue, padre della mia dolcissima e tenerissima madre, vedervi soffrire così, mi fa un male pazzesco. Mamma e Nonno vi amo da morire, sono vicino a voi anche quando non mi vedete! Leggere la mente, percependo le emozioni altrui - 4 marzo 2007A volte capita di soffermarsi con i pensieri su arditi desideri, su sogni che vagano per anni ed anni nella propria mente, magari ci pensi tutte le notti prima di dormire, e speri che il giorno dopo quando la notte è ormai alle porte ed i sogni a volte neanche li ricordi, speri che questo giorno possa essere migliore degli altri.
Continui a sperare, che qualcosa cambi e che la tua vita si trasformi in una favola su scie di desideri realizzati, su prospettive vive soltanto nel tuo cuore, che pian piano prendono forma senza che tu te ne renda conto, neanche noti i cambiamenti finche non accade qualcosa, che in un solo secondo cambia la visuale di una vita da paese, trasportandoti su prospettive che ti potrebbero portare nella mente e nei cuori di tutti. Ci sono settimane che volano, come quella appena passata, tra treni presi a tarda sera come quelli di mercoledì, oppure quelli romanticamente persi di giovedì, incontrando casualmente un amico a termini e passando a casa sua le poche ore che rimangono prima di tornare a faticare. Treni persi per un secondo, lo stesso secondo che mi ha cambiato la vita, in un lunedì sera che è stato da sogno, un accordo di edizione inaspettatamente proposto ai miei occhi dalla casa editrice Mursia, una collana letteraria chiamata “Nuove Tracce”, la firma più importante della mia vita, quella della realizzazione artistica e dell’affermazione definitiva dei miei pensieri di uomo in primis e di poeta successivamente. A volte il lavoro toglie molta comunicazione agli esseri umani, e strumenti come le e-mail, la chat, il telefono ci tengono più uniti virtualmente, ma cene come questa che raccolgono le menti ed i cuori di ognuno di noi, proiettati nella propria avventura personale verso gli obiettivi preposti nei nostri cuori, verso le nostre ambizioni, fanno dimenticare quanto sia bello stare tutti insieme ridere, bere, fumare, parlare, prendersi in giro, guardarsi e sorridere solo per un gesto, a volte l’ambizione tiene lontano le cose veramente importanti e pian piano ti rendi conto di quanto ti manchino, e diventi malinconico, così che crei cene come queste, supportate dall’aiuto familiare, che riuniscono i desideri di tutti noi, quelli di essere per una sera qui a ridere, scherzare tutti accomunati dalla passione per la comunicazione in genere, o dalla polenta? :-) Oscar Wilde disse: “L’ambizione è l’ultimo rifugio del fallimento”, pensare solo all’ambizione ti tiene lontano dagli amici, ed ambire troppo ti porta a cadere, ed a rimanere senza amici. Questo discorso, viene scritto ancora una volta per tutti voi, Alessia, Daniele, Marco, Alessandro, Zuca, Zanna e tutti gli altri, presenti quasi tutti i giorni della mia vita, siete gli amici più importanti che ho, siete i protagonisti diretti delle mie emozioni, con voi ho vissuto le risate più belle da quando sono al mondo, su di voi posso contare sempre, perché siete persone con un grande cuore, che non si tirano mai indietro quando un amico ha bisogno di voi. Una volta Rimbaud disse: “Sono un poeta ma vorrei essere un veggente”. Molto volte guardo le persone dritte negli occhi e credo che non ci voglia molto nel leggere la mente, nel percepire le emozioni altrui, basta saper capire cosa gli occhi trasmettano, per arrivare a comprendere quello che l’anima altrui sta cercando di farvi percepire, una specie di magia che Coelho interpretava così: “Il saper sfruttare tutte le doti e le caratteristiche della persona stessa, esaltando quello che il destino ti ha donato, lo scrittore purtroppo è sempre da solo con se stesso, è un guerriero della luce che cerca un anima pura su cui costruire la sua arte, per lui la bellezza è la purezza dell’animo, leggiadra, sottile ed incontaminata”. L’affermazione professionale sul lavoro, l’affermazione artistica che sto per realizzare, mi donano una serenità unica, mi rimane solo di realizzare la teoria che Plotone espose sulla creazione dell’uomo e della donna. Il mio obiettivo nella vita? Farvi “Crescere e sognare” con le parole, come solo Jacques Prévert sapeva fare, incitandovi sempre di più nell’inseguire i vostri sogni , non arrendetevi mai, io sono un esempio lampante e vivente di come i sogni più desiderati si realizzino nel momento più inaspettato della vita. Vi voglio bene amici miei, senza di voi cosa sarebbe uno scrittore? Cosa narrerebbe? Di quali emozioni si alimenterebbe? Dove sarebbe Sperlonga, i campeggi, le palme scalate da topi ubriachi, i falò investiti dalle nostre urla, i piatti di pasta con funghi e salsicce deliziosi e dalle donne invidiati, i pugni sui tavoli a far volare un posacenere, dove sarebbero i router asfissianti di Clemente, i cori ubriacanti di Gianluca Picchio al di fuori di pub da Leffe ricolmi, le capre ubriache barcollanti sulla strada di casa, lo sapete dove sarete?’ In tutte le librerie d’Italia, descritti dalle parole di un poeta che sa leggere la mente attraverso gli occhi, raccontando le vostre anime trasformate in ritratti, racconti e poesie che rappresentano le nostre emozioni, semplici, pure e ricolme d’amore! Teneramente GiadaGiada, piccola, dolce, leggiadra arrossita, sul ventre della nonna posata.
Oh Giada Giada Un immensa tenerezza è nata, Prima in foto, con il rosa cappello osservata E poi dal vivo La tua guancia con la mano sfiorata.
Una bimba qui portata Da una streghetta assai delicata Su una scopa di tenerezza formata E tra le stelline teneramente invidiata. A volte la mente prevale sul cuore
A volte capita di pensare troppo E di commettere degli errori Che sono causa di malumori Tristezze e dolori.
Capita di essere sicuri di quello che si pensa Ma che poi non si prova Capita di essere nel dubbio Se una persona tiene a te o meno.
Troppe volte ho sbagliato nella mia vita E non credo che questa sia una di quelle volte.
Stavolta non mi sbaglio su quello che provo I miei occhi disegnano cuori Pieni di pene Provocate dal bene che scorre per te nelle mie vene.
Ieri la mente ha prevalso sul cuore Forse questo cuore è pieno di amore? Non lo so…..so soltanto di volerti tanto bene E di non voler litigare e provare queste pene.
D’ora in poi ci metterò solo il cuore Sperando che un giorno esso siano pieno d’amore.
Non mi riesco a trattenere, ti voglio bene, non voglio perderti, in ogni secondo ho paura che qualcuno ti rubi a me, quando vai a ballare salsa e mi ignori, il giorno dopo, ho questa paura, che conosci qualcuno, ti innamori e mi dimentichi! Non posso farci nulla, ho paura di non vedere più splendere la mia piccola stellina, quella che accende le mie ispirazioni ed i miei occhietti. Ti ho fatto due piccoli regali da un po’ di tempo, aspettavo un occasione per donarteli, sono due pensieri dolci, nulla di preoccupante, e mi piacerebbe donarteli il 14 febbraio, se non hai impegni, te lo dico ora, anticipando i tempi, perché hai sempre poco tempo, e tanti ammiratori. Attendo una risposta, non farmi stare troppo in ansia. Ti voglio bene piccola streghetta! La rosa del desiderio
Oh lo vedi quanto è rossa questa rosa? Con i tuoi occhi il suo colore si sposa.
Elettrico e vivo rendi il mio animo Romantico e sognatore rendi il mio cuore Calore, bene, dolcezza ed amore A te pensa un poeta colmo di passato dolore.
Rossa, rossa, e ancor più rossa La rosa del desiderio Caldo, ma quanto caldo , e quanto vero!!!
In un sogno di prossima data io spero Lo desidero e voglio sul serio Nervoso, con lo sguardo perso in non so cosa Il mio animo è ritratto in questa rosa.
Per te E per nessun altra donna io scrivo E ti comunico Anche se in modo tardivo Quanto tu rendi il mio desiderio vivo.
Tra esagerazione Follia ed immaginazione… Aspetto quel momento magico Dell’unione delle nostre labbra E che esse sfocino nell’intensità E nel calore della rosa del desiderio.
Se il fato vorrà Tutto ciò da sogno a realtà Si tramuterà.
Dedicata al desiderio, al dialogo, ai sorrisi che ci sono tra di noi, alla tua dolcezza unica e inimitabile, alla tua incredibile sensibilità, a volte mi sembri così vicina, a volte lontanissima. A volte il destino incrocia le nostre strade, e ti porta dalle mia parti, ed ogni volta che lo so, inizio ad emozionarmi, si nota no??? Credo proprio di si….:--) È tutta tue questa poesia Veronica, ancora una volta mi emozioni con la tua presenza, non vedo l’ora di abbracciarti forte, e di stringerti a me. Ti voglio bene, dal profondo del mio cuore. In volo sulle ali argentate della libertà
E allora, mi incammino In valli di timore Seguendo sentieri di amicizia e amore Inciampo in pietre di errori E in solitarie radici di orrori.
Giungo su una sporgenza Incute terrore Al di sotto c’è un mare di libertà Nuvole di tentazione mi circondano Ed annebbiano la mente Sospingendo il mio corpo in avanti Proteso verso una grande tentazione Il tuffo che porta alla libertà totale. Ma riuscirò a nuotare? O le sue acque saranno pesanti Ed insite di vortici malvagi?
Tra la certezza E l’incertezza scelgo la seconda Mi avvicino alla sponda Alzando il mio corpo sulle punte dei piedi Mi lascio andare nel vuoto della paura Scorrendo sempre più velocemente l’aria Che fredda la mia pelle E più mi avvicino E più l’acqua è calda.
Sento un calore crescente Come se qualcosa stesse per accadere Sto per arrivare sulla magica superficie Sono a pochi centimetri Le mie dita iniziano a toccarla È limpida, calma, dona un senso incredibile di pace L’animo tace, la mente riposa, il cuore è colmo Ripieno di libertà, che invade tutto me stesso.
Una luce mi attrae nel fondale Una statua in ghiaccio Con delle ali argentate Situata su una roccia.
Due aquile ai suoi fianchi In simbolo di protezione, Inciso sulla roccia: “Madre libertà” “Quando vedi un'aquila, tu vedi una parte del genio: alza la testa!”
Alzai la testa, e fissai gli occhi di quello che invano avevo ricercato Mi sentii leggero, felice nella percezione della suo bontà E alzai un pugno nell’acqua trascinando tutto me stesso Verso il sole, componendo versi che inneggiano mia madre libertà:
“Io sono il figlio della liberà, lei mi porta nel cielo azzurro, tra le sue ali argentate, dove nessuno può ferirmi od opprimermi.”
La libertà è dentro di noi, nella nostra mente, in quello che lei ci permette di percepire, la libertà è l’apertura mentale, di un determinato individuo che non pone limiti alla propria fantasia, e che la fa vagare su binari eclettici del desiderio, dei sogni che sono la linfa della vita, e la loro realizzazione tramuta la vita in una favola. Scrissi questa poesia qualche giorno prima della telefonata di Ester, che mi comunicò la pubblicazione delle mie poesie, sembra come se avessi percepito in anticipo questo evento, ad essere sincero, ero sommerso dal lavoro, ed una telefonata improvvisa ha scosso tutta la mia vita, donandomi quella affermazione e libertà che cercavo da tempo, un grandissimo grazie alla società per cui lavoro. Il vento di fine anno
Soave infrange i cuori Leggiadramente parla agli amici E gli dona carezze formate di parole.
Impavido trasporta il mio animo Lontano da alcune persone Che comunque terrò aggrappate al mio cuore Sempre colmo per loro di luce e amore.
Fuggente e improvviso È il mio essere Che si espande verso altre persone Che non cadono nel conformismo E nella negligenza, ma nell’organizzazione di un’emozione comune, nella semplicità, nelle parole e nei sorrisi, nella voglia di stare insieme, comunicando, forse persone dall’animo artisticamente più sensibile.
Soffia questo vento, trascinando con se, le ultime emozioni e non importa come sono ora, ma come saranno nel 2007 di cuore, sentite, vere e schiette.
Un abbraccio a quelle persone Che stasera, ascoltano la mia emozione, non ne conosco l’identità ma so soltanto che sarà una serata di risate, abbracci e sincerità.
Leggiadro, pungente, forse esiste soltanto nella mia mente questo vento, piccante, intrigante irritante e freddo, così freddo che rabbrividisco, ma per fortuna siamo tutti insieme, uniti da sballate cene da vino che scorre nelle vene da un accordo, attento, che accompagna questo vento che la fine dell'anno, ha spento. Dal sorriso, alla lacrima...Come si passa da mille risate ad una lacrima? :--) ve lo spiego…
Le risate: Domenica mattina, pre-pranzo, sono uscito e mi sono recato al laghetto qui vicino casa, vi si trova una sorgente naturale, mia madre non può alzare pesi, così l’ho accompagnata a prendere l’acqua. Nel viaggio di ritorno, una volta parcheggiati nel garage, mia madre apre il cofano, mi dirigo verso le taniche, boommmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm! Enorme testata sul cofano alzato!!!! Le risate……………..mia madre rideva come una pazza, i miei zii, nel vicinato non ve dico…………….bah…………….la cosa positiva? DONARE IL SORRISO AGLI ALTRI INCONSCIAMENTE. Notare le sfumature, anche nelle cose sciocche, è importante, per cercare di far stare meglio anche gli altri, in questo fatto che vi ho raccontato, è stato molto importante che il fato mi abbia fatto sbattere la testa, il padre di mamma, non sta benissimo, e quindi lei di conseguenza non ha un umore solare di questi tempi, quindi vederla ridere di cuore, per dei miei buffi gesti, mi ha fatto stare meglio……..LE HO DONATO IL SORRISO, per questa settimana, sono contento così!!!
La lacrima: Sabato ho messo le cuffie alle orecchie, il mio fedele Ipod mi accompagna ovunque, e sono andato a passeggiare per il centro del paese, erano circa le 15.00, faceva freddino, ma giravo solo con una felpa, mi sono fermato al mio solito bar, ho parcheggiato la macchina, ho preso il caffe e sono partito ponendomi l’obbiettivo di arrivare in piazza e andare a trovare il mio compare(quello che mi regalò la mia prima penna, una Mont Blanc all’età di 7 anni), ha perso la moglie qualche settimana fa, e non avendo avuto occasione prima di andarci, ne ho approfittato questo sabato, so che si sente solo, e quindi volevo fargli un po’ di compagnia. Quando ero lì, non ha fatto altro che parlare di lei e piangere, di solito mi racconta, ogni santa volta, del fatto che quando ero piccolissimo, seduto al seggiolone, lui mi incitava a prendere il bicchiere di vetro per bere da solo, e che un giorno litigando con mia madre, per questo fatto, io davanti a loro, ho preso il bicchiere e ho bevuto da solo, mettendo a tacere entrambi :--) Me lo racconta ogni volta che vado lì, era diventato come un rituale da anni, lui è anziano, a 87 anni, ma è una persona molto colta, con dei bei modi di fare, e di porsi, sono molto legato a lui perché mi ha regalato quella penna, vedendo in me, prima di tutti la vena poetica…….. Non so come abbia fatto, ma quella penna la custodisco e uso da anni, e ha scritto tantissime poesie sulle scale di piazza di Spagna, dando vita alla mia prima raccolta. Poi sono andato a trovare mio nonno, e stando in quella stanza dove lui è coricato, notando gli oggetti, la sveglia vecchio modo, con la carica, i vecchi quadri, i vecchi mobili, tutto ciò che una volta, era di moda, e che ora è antiquariato, mi sono reso conto, che sono passati tantissimi anni, i miei occhi sono diventati lucidi, pensando che sono cresciuto, che le persone che ora sono accanto a me, stanno invecchiando, e pian piano lasceranno questa terra, mio nonno guardava di fuori, ripensando a tutte le cose che prima faceva, badare agli animali, alla terra, sempre in movimento, sempre impegnato, ora costretto in una stanza, si è messo a piangere, e le mia lacrime hanno accompagnato le sue, unendosi in un dolore comune. Non smetterò mai di dire, che dolore e gioia sono la stessa cosa, emozioni uniche che vanno vissute entrambe fino in fondo, senza paura e senza tirarsi indietro!!!!
Un pensiero per Welby, non capisco come la procura di Roma, possa emettere una sentenza del genere, quando quel povero ragazzo sta soffrendo tantissimo, e vorrebbe avvicinarsi al nostro creatore, tener conto della sua volontà, vuol dire portare “rispetto”, e lui è libero di decidere, se vivere o morire, in determinate condizioni! LIBERTA’!!! Ora dovrebbe presentare ricorso e continuare la sua lotta. Sapete che tutti i politi attualmente al governo, hanno tutti, ma tutti e proprio tutti la fedina penare sporca????????????? Uno schifo…..ladri al potere, e credono di decidere bene. Uno solo ne rispetto, Pannella, perché lui è sempre vicino a casi di “Cuore”, per lo meno lui, è se stesso davanti a tutti, se fa le canne, e lo fa in pubblico, senza nascondersi, mentre gli altri politici fingono di essere dei santi!!!!!!!! Anche nel caso Welby ci sta mettendo l’anima! Sia chiaro, non sono di alcuna parte politica, e non lo sarò mai.
La scrivania, è incasinatissima, cd e dvd sparsi ovunque, portacenere a forma di Bob Marley con la lingua di fuori e su di essa vi sono posate 4 cicche di sigaretta, 5 casse più centralina, uno schermo 17 pollici lcd, un catalogatore di dvd elettronico, il mio nokia N80, la tastiera wireless dalla quale vi trasmetto le mie emozioni, la mia mente che mescola cuore e anima per dar vita, a qualcosa che possa essere sensibile e umana, una newsletter più attenta, ai fatti, al natale che si avvicina, si dice: “E’ natale, siamo tutti più buoni” E se invece cercassimo di esserlo sempre???? Non sarebbe meglio?!?! :--)) Alessandro il GrandeSu scie di folta e fresca erba, di caciotte imbandite, un giorno due animaletti si incontrarono e si conobbero, Alessandro la capra, è un tipo dall’aspetto cupo, non lo conoscevo, e mi rimase un po’ impresso per i suoi modi di fare, la sua freddezza, ed i suoi sorrisi e battute colmi di ironia.
Mirco il topo era un animaletto che impazziva per il formaggio, e queste due anime nonostante la loro diversità, andarono molto d’accordo, si dicevamo sempre le cose in faccia, a volte con toni aggressivi e forti, però se la dicevano e questo era l’importante, questi due animaletti non hanno mai litigato, e si sono ritrovati spesso soli in lunghe bevute davanti al bancone, in compagnia del solito Roberto, a rimembrare vecchie avventure di increduli compagni, e durante la settimana, quando il marciapiede era vuoto, loro due c’erano sempre, sapevano che si sarebbero sempre incontrati in quel bar, verde, che li attirava tantissimo. Lo vedevo quasi sempre solitario, un po’ come me, lasciato andare su quel marciapiede, davanti a quel bar, con il bicchiere di vino in mano, da quel giorno, quando lo vidi cosi solitario, decisi che non doveva esserlo più, perché anche io ero li, e noi ci incontravamo senza chiamarci, uscivamo, andavamo lì, e ci si ritrovava a bere insieme, silenziosi o caotici che fossimo. La cosa che più ammiro di lui, è la sua freddezza, nel dire di no, nello stare da solo, vorrei anche io avere quella sua stessa capacità di isolare le emozioni dal corpo, so che è una persona forte, lo ha dimostrato in tante circostanze, e soprattutto ultimamente. È stato un week-end duro, per tutti, tante lacrime sui volti di tutti noi, suoi amici, ogni minuto passato insieme a lui, uniti nel suo dolore, chi più chi meno, eravamo tutti sullo stesso livello emotivo, perché tutti noi vogliamo bene ad Alessandro. Era tempo che mi chiedeva: “Scriverai qualcosa per me e George Best??” Un altro suo nomignolo, lui è un portiere e gioca a calcetto, le sue parate hanno dell’incredibile, quando deve giocare, non tocca bicchiere e mette la passione in ciò che fa, esattamente come fanno Davide, Zapone, e il Blues-Man quando suonano, ragazzi, artisti, che giocano con la fantasia nelle loro vite, anime sensibili, che ogni giorno mi stupiscono, a volte in negativo, ed a volte in positivo, ma pur sempre mi stupiscono con i loro sogni sempre accesi! Un’attesa infinita….
A tratti stordiva Il tempo che passava Che dubbi dentro mi lasciava Avrà o no voglia di vedermi? Le domande ricorrevano Nella mia mente Sempre nel mio io vagante.
Un emozione assurda Incontrollabile Per ciò che mi dona dentro Mi sento come un bambino Vicino ad un camino Il calore ne riscalda il viso E disegna un fantastico sorriso.
Quando ti guardo Rimango intrappolato Nella luce dei tuoi splendidi occhi E la mia emozione non ha sbocchi.
La passione mentre guidavi Nel cantare la tua preferita canzone Il sorriso che si ingrandiva Al variare delle curve che avevi a disposizione.
L’emozione del tuo viso Dei tuoi occhi La bellezza della rosa La dolcezza dei dolci Il ritratto che ci incornicerà Per sempre in un luogo magico.
Sul letto distesa che mordevi la mia dolcezza quel messaggio ha creato una splendida ebbrezza non so cosa mi accade so solo che il tuo nome la mia testa invade.
Mi sto innamorando? Un ora per conoscersi, un giorno per innamorarsi una vita per dimenticare… solo il tempo una risposta saprà dare!
Dedicata ancora una volta a Veronica, sentivo un qualcosa dentro, che mi faceva essere ansioso, sentivo che dovevo dirti come stavo, lo stato emotivo che mi travolge, non potevo più tenere tutto dentro, mi emozioni troppo, quanto ti penso non lo puoi neanche immaginare, la mia collega, Romina, prima che ti incontrassi mi ha detto: “Hai gli occhi a forma di cuoricino” Non gli volevo credere…….ora i miei occhi si incantano nel nulla mentre penso a te. Il linguaggio dell’anima
Andante, ondulante, a volte curvo, a volte poco visibile, appena accentuato, quasi effeminato, mai racchiuso, al di sopra di ogni sopruso, il sorriso, è il linguaggio dell’anima, sorridere ti dona positività, e ti aiuta interiormente ad essere sempre forte! Questo concetto espresso in un aforisma di Pablo Neruda, è uno dei miei concetti di vita, anche nei momenti tristi, si deve trovare la forza di sorridere, in fondo non si sa mai chi potrebbe innamorarsi del vostro sorriso! Mi piace a volte donare il sorriso agli altri, in modo che il mio si disegni di conseguenza, mi piace vedere la gente ridere, perché si crea un feeling unico, che non riesce ad essere spezzato da nessun evento, il sorriso dell’amicizia, è il più bello al mondo, e ti dona una pace unica dentro, una pace che solo il sentimento disinteressato sa donare. Lo sbadiglio? Che si trasforma in sorriso………………non è bellissimo??? Specialmente se accade, tra due persone innamorate, quante volte ho sorriso in passato, vedendo il mio amore, sbadigliare, guardarmi, e il trasformarsi del suo sbadiglio da un sorriso provocato da una mia particolare gestualità, anche in un così piccolo particolare si possono notare delle sfumature, sottili ed uniche per tenerezza, dolcezza e gioia. E il sorriso tra le persone del tuo stesso sangue??? A volte in famiglia capita, molto spesso, che non si trovi la forza di dire a voce alta: “Ti voglio bene mamma, ti voglio bene papà!” Non la si trova, e spesso basta un sorriso per digli ciò, molte persone lo fanno, io a mia madre gli ho detto che le voglio bene tramite una poesia, la consegnai tra le sue mani, quando era in ospedale, e la sua assenza aveva creato in me un vuoto enorme, credetemi quando dico, che per essere madre di un poeta, devi sopportare le peggio esagerazioni, non è facile, e lei non mi ha mai negato nulla, non mi ha mai tradito, e mi ha sempre difeso, per questo a volte, mi nascondevo dietro la porta di casa quando rientrava dal negozio, e le mettevo paura, facendola saltare in aria, e vedendola ridere, io stavo bene e lei stava bene, in un momento delicato per la sua salute, dovevo fare di tutto per farla sorridere, e spesso ci riuscivo. Mio padre, è un tipo un po’ più duro, uomo di vecchio stampo, siamo spesso in contrasto, due caratteri forti e “duri di testa”, spesso litighiamo, pure di brutto, ma il rapporto con lui è bello così,e gli voglio bene per questo, perché mi ha sempre consigliato bene, e anche grazie a lui, che ora ho un buon lavoro, perché fin da quando ero piccolo mi ha saputo dare i consigli giusti, sulle scuole, sui corsi, e anche se io e lui ci abbracciamo poco, o quasi mai, gli voglio un bene dell’anima, e per questo a tavola la sera, faccio lo scemo, per ridere tutti insieme, in un momento della giornata che raccoglie, la stanchezza, e i sorrisi di tutti!!! Curve materiali, che si disegnano su volti tristi, curve simbolo del linguaggio dell’anima, curve che fanno innamorare, curve che fanno amare, curve che uniscono le famiglie, curve, e soltanto curvi sono i lineamenti del sorriso, eterna fonte di serenità e positività! Un buco nell’OZoneEmozionatissimo,
nervosissimo, d’improvviso all’entrata il tuo viso che si abbinava al tuo tenero sorriso.
Bella, ti vedevo, e bella ancor ti vedo per degli occhi che ora non mi rendono più inquieto.
All’inizio un po’ distante Poi con i cocktail Più vagante, l’importante era che il tuo sorriso fosse grande.
La sera in modo lieto passata Tra balli, urla e qualche scivolata Una serata nel finale Davanti il bancone Dove il poeta lasciava ballare La sua emozione.
Una serata ancora una volta finita In una poesia alla dolce Veronica elargita Nella speranza di una prossima uscita.
La dedico ancora a te questa poesia, dolce Veronica, è la terza dedicata a te, mi stai emozionando tantissimo, non smettere per favore, voglio tornare a vedere quella luce nei tuoi occhi, e se me lo permetti vorrei aiutarti di prima persona, nel farli brillare. Sono andato a dormire felice, con il sorriso sul viso, e questa poesia è simbolo della nostra conoscenza, un grande abbraccio, dolce amica di intensa emozione. Perso nella luce dei tuoi occhi.
Ti ho pensato, tanto In questi giorni, sperando Che quel telefono squilli.
Ti ho desiderato, La curiosità di sentire la tua voce, Mi mangia, mi corrode.
Vorrei avere i tuoi occhi Di fronte ai miei Vorrei volare attraverso essi In luoghi alla fantasia sconosciuti Vorrei perdermi nella luce che emettono E per i quali ho perso il lume della ragione Così scrivendo ogni mia emozione.
Quella posa sensualissima Quelle labbra rosate Da un lieve bagliore sfiorate Le mani sul collo La parte più sensuale Di un desiderio, Ma io non mollo!!
Vorrei la tua conoscenza In modo semplice Passionale e intensa.
Vorrei parlarti All’altezza dei tuoi occhi Perso dentro di essi Per mille volte ancora, Fino a raggiungere l’intensità Di una boreale aurora.
Dedicata a Veronica, che incanta i miei occhi, dedicata dal cuore, con calore, desiderio e ardore, dedicata in libertà, in premura, in dolcezza, una dolcezza unica che mi trasforma totalmente. Spero di sentirti presto, hai già due poesie….tutte tue. Il bastone immacolatoDa mia zia in armadio posato
Il bastone immacolato Per decenni ha accompagnato L’altro nonno ormai in cielo volato.
Su di esso, la trinità disegnata In simbolo di credo e fortuna scolpita Un bastone che passa dall’una altra generazione Sperando che nuova forza gli doni.
Nonno “Noè” Non può più venire da me Ora tutti vanno da lui Tutti lo avvolgono di bene E gli dimostrano l’affetto che Circola nelle loro vene Nei loro cuori Nello loro menti Facendogli capire Che i parenti non sono distanti Ma vicino a lui specialmente nei brutti momenti.
La dedico, a nonno Antonio, che ormai sta borbottando nei cieli, ed a nonno Nello, che sta poco bene, questo è il mio modo per dirti quanto amore provo verso di te, per farti capire che se anche ci sono per poche ore, io ti penso sempre, a volte il lavoro, a volte gli impegni, mi tengono distante da te, ma come vedi, tutto ciò che provo rimarrà scolpito in eterno con la poesia che ti ho dedicato. Il poeta, alle donne distante.Adelante. Adelante, il poeta è distante
Nel cuore, nell’animo e nella mente Si allontana da ogni donna che sua non sente.
Rimane da solo in un regno di fantasia Dove i sogni lasciano un lunga e folta scia Si allontana pian piano Tenendo un sogno stretto in mano Si allontana languidamente, silenzioso e sfuggente.
E più che mai sicuro Di esser tornato tosto e duro Più che mai sicuro Che il suo cuore è come un muro Nessuna lo tocca e lo scolpisce Così alcuna lo tradisce!
Rimane distante nell’animo E nella mente, distante vagante nell’universo dei sogni dei sui più intimi bisogni dei sui desideri, caldi assurdi e veri!
Mille e più assurdi desideri Che scorrono nel sangue caldo Che brillano nel suo sguardo E quando vedrà luce Avrà raggiungo il suo traguardo. E come per magia...
E come per magia, l'incanto dei suoi occhi sparirono dallo schermo....... lasciando un poeta a parlare da solo........ la mancanza dei suoi occhi, già si avvertiva...... non si sa perchè ne come ciò avvenga.... ma in lui creano uno strano effetto... un'incredibile dolcezza…. che lascia il suo animo curioso…. e desideroso di conoscere meglio quella tenerissima creatura.
E allora, lui afferra Le sue virtuali emozioni E con uno dei suoi innati doni, crea delle parole così mescolate a dar vita ad un dolce e tenera poesia.
Il tuo aspetto più interessante? Il viso, i lineamenti, soprattutto I tuoi occhi, e non il sedere, cosa che ancora non ho avuto l’immenso piacere di vedere.
Dedicata a Manuela, donna che non ha mai tempo per dedicarmi qualche dolce parola in più………la pazienza è la virtù dei forti, sono forte e saprà attendere momenti migliori, se il fato vorrà. Una tipica alchimiaI tuoi occhi e il tuo sorriso Impressi nella mia mente di bambino Nella sera ed al mattino.
Un feeling di sorrisi e risate Tra me e te di continuo scambiate. Ti ho lasciato, il sorriso prima di dormire? Mi sembrava, di un poeta, un dovere Perché in questi giorni hai lasciato dentro me Del fantastico e gradevole piacere.
Una tipica alchimia d’animo Di sorrisi, di risate, Di anime a se stesse lasciate, Di provocazioni, di virtuali emozioni.
Non importa se non ci sarà incontro L'ho sempre detto: Sei sprecata per questo mondo!!!
Dedicata a Cinzia, te l'ho sempre detto: sei sprecata per questo mondo! :-) In profonda emozione salendoScorrono vivaci le emozioni
Sotto la mia pelle Seguono un percorso obbligatorio Quello del cuore, dell’istinto, del calore, dell’amore.
Accedono poche donne Al mio vero essere Ormai stanco di attendere Il più grande dei calori Uno dei più belli e intensi amori.
Attendo, e attendo… All’infinito attendo…. Un’attesa che sta crescendo… Un emozione che sto vivendo M’intrighi in modo tale Che ora altra donna non ha eguale.
Mi trasporti in una terra Di calore e profondità In un ruscello di sensualità In delle strade curve dei tuoi lineamenti E impresse nell’animo profondo.
Tu che cosa sei in questo mondo? Io cosa sono al mondo? Una parte infinitesimale dell’universo Un animo in emozioni perso Non soffrire, lotta, cadi e vai avanti E se lo permetterai Un altro poeta vicino avrai.
Dedicata a Stefania, una mediterranea ragazza da poco conosciuta, mi ha emozionato, e non poco direi, speriamo vada tutto bene e il fato sia dalla mia parte, per come stai ora, ti sono vicino e ti comprendo, per questo hai in dono questa poesia. Vorrei essere un angeloVorrei essere un astro
disegnare nel cielo scie soffuse, che lentamente svaniscono... vorrei essere un iceberg
non sentire tutto quel calore, che è dentro di me... vorrei essere un'aquila
per volare libero fra le nuove senza pensieri e cadere in volo ad angelo, nei miei sogni + accesi... vorrei essere una piuma trasportata via dal vento cosi leggera da non sentire il vuoto intorno... vorrei essere un angelo
cosi potrei realizzare tutti i miei sogni fatti di sguardi e di ricordi... vorrei essere una pesona qualsiasi insensibile, superfiale e dura senza che mi debba domandare cosa è giusto dire e cosa è giusto fare in questa vita che una salita è... vorrei essere una piuma trasportata via dal vento cosi leggera da non sentire il vuoto intorno... vorrei essere un angelo
cosi potrei realizzare tutti i miei sogni fatti di sguardi e ricordi... che porto dentro me.....
che sento scorrere..... li voglio vivereeeeeeeeeee
Questa è la prima canzone che ho scritto, con Giulio e Renato l'abbiamo incisa, ed è quella che sentite come colonna sonora del blog, dopo metropolitan. :-)
3월 13일 PRESENTAZIONE DEL LIBRO - Anagni 14 Aprile 2007IlFoLLePoEtA presenta il suo primo libro:SOGNI E FOLLIE D’AMOR, IN LIBERTA’SABATO 14 APRILE ORE 18.00PRESSO L’AUDITORIUM COMUNALE DI ANAGNI (FR)Nel dettaglio potete arrivare presso l’auditorium attraverso le mappa che ho creato per voi con googlemap cliccando qui sotto.Mappa di ANAGNIps: ovviamente per arrivare ad anagni prendete la roma-napoli! :-) ![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. E’ luce del cuore? E’ luce d’amore?Che cosa sei? E cosa mi fai? Come riesci a stregare il mio animo solo con gli occhi? Mi mandi fuori di testa Spalmi il mio animo in festa Alleggerisci i miei sensi E mi fai quasi volare….
La testa inclinata La serenità in te innata Le labbra fatate Il celeste ti dona come alle fate….
Una sensualità mediterranea E lineamenti dolcissimi Spingono il mio pensiero Negli attimi ormai prossimi.
Ancora me lo chiedo? O forse quasi ci sono? Cos’è quella luce che i tuoi occhi E il tuo viso produce? Forse è la luce del cuore Di una donna che crede ancora nell’amore Come tradizione rimanda Amare non è una domanda Ma una soave affermazione Di un animo in espansione. Dedicata a Francesca, una tua foto mi manda fuori di testa? Se un domani ti stringerò la mano, cosa accadrà dentro di me? Spero qualcosa di travolgente, io ci provo a incuriosirti, perché voglio realizzare il piccolo sogno di conoscerti, non mi perdonerei mai l’errore di lasciarti passare, senza stringerti la mano. 10월 6일 Ballando e scrivendo sulle onde del Gran Mar Rosso - Il poeta sballato e il ballerino rovinato
Il mio caro amico fato, ancora una volta lascia il segno, la poesia con cui do vita alla cronologia delle avventure del ballerino ed il poeta, ha un significato molto forte, e prende il nome da una sfumatura che sono riuscito a percepire in questi dieci giorni, quando siamo arrivati, il vento ha iniziato a tirare, quando siamo partiti, nell’ultimo giorno ha smesso, e così questo evento ha creato la poesia che segue:
Vento d’Egitto
Soffici onde, Si espando nell’infinità dei miei sensi Ammorbidendo i naturali suoni, Emessi dalla natura di un paese incantato Sullo splendido mare egiziano nato.
Soffice vento porta via le tensioni Allevia le illusioni Rafforza le emozioni E forse in futuro porterà Anche nuovi doni,
Incantato dalla cordialità della gente Rispettosa nei gesti e nella mente Di una cultura dai media gonfiata Per una guerra in passato scoppiata.
Cammelli, piccoli safari Grandiose fumate, sbornie leggiadre Accompagnano il totale relax Di un mare strepitoso Sotto la costellazione Dell’orsa maggiore situato
A me questo viaggio dal destino donato In una notte fonda da solo tralasciato Rilassato, leggiadro e spensierato.
Nel balcone posato, a notte inoltrata, quasi la mattina è arrivata, Danilo più del solito rovinato, ora davanti a me è passato, il vento, la sabbia, il rumore delle onde, la splendida costellazione dell’orsa maggiore perfettamente sopra di noi, come potevo non prendere il portatile e dar vita ad un nuovo racconto??? Come potevo non provare l’emozione di scrivere sotto le stelle del mar rosso?? Non potevo…..non farlo!!!!!!! Un imprevisto appena nato, di un attesa appesa al “filo”, con ansia aspetta ora Danilo… Un nuova emozione, da ballerino rovinato a ballerino fortunato??? Chissà se squillerà…. Il suo compagno poeta rimane sempre e purtroppo sballato…..
Ebbene la storia del ballerino e il poeta inizia non qui su queste rive, non tra il rumore di queste fantastiche onde notturne, non sotto questa costellazione, ma molto prima, da quando mio cugino Danilo con molta insistenza voleva passare delle giornate in giro con me, così dato che non esiste al mondo ragazza capace di “realizzare piccolo e folli sogni” come le mie proposte al buio, dopo aver sondato alcuni miei cari amici come Daniele, Simone, Marco, l’ho chiesto a lui, e prima di partire gli dissi che in terra Egiziana dovevano conoscerci come il poeta e il ballerino. Insomma una piccola messa in scena di identità che rievocano le nostre due profonde passioni, uno nella danza, e uno nella scrittura, senza vergogna, con amore e con calore, qui ci hanno apprezzato e prima di arrivare in hotel già ci conoscevano, perché Danilo con la sua prorompente ed a volte troppo teatrale simpatia travolgeva tutti.
A Fiumicino un ragazzo di colore che era rimasto a dormire lì a causa dello sciopero dei voli, stava senza soldi, ed era affamato, noi stavamo mangiando e così gli abbiamo comprato un panino e abbiamo fatto amicizia, questo ragazzo Simwaka è rimasto colpito dal nostro gesto e voleva ricambiare in qualche modo, così subito ci ha chiesto carta e penna per lasciare i suoi contatti, e ci ha invitato ad andarlo a trovare negli Stati Uniti. Poi sull’aereo una coppia di signori italiani, Amerigo e Monica, simpaticissimi, e anche con loro, tante risate, qualche sonno, e abbiamo scambiato i contatti, erano curiosi di leggermi. All’aeroporto del Cairo abbiamo conosciuto Edy, un ragazzo di colore, Danilo faceva lo scemo gridando: “voglio fumà!!!” tanto nessuno lo capiva, e invece c’era questo ragazzo che dopo 2 anni faceva ritorno nel suo paese, lavora in Europa e parla italiano, e guarda caso aveva un amico che lavora dentro l’Hilton Plaza Hotel di Hurghada, così l’ha chiamato e come siamo arrivati ci hanno accolto come fratelli, non con la semplice stretta di mano, ma con un abbraccio, e credetemi qui abbracciare una persona vuol dire portare molto rispetto, la prima virtù che mi è saltata agli occhi è proprio questa.
Quindi questo ragazzo Massimo, egiziano, Hurghadese doc, che tra l’altro parla benissimo italiano, ed altre cinque lingue, è stato il nostro punto di riferimento, da lui potevamo ottenere tutto e ci trattava davvero come fratelli, abbiamo preso un appartamento in riva al mare invece che la camera in hotel perché la simpatia di Danilo ha conquistato subito il responsabile della reception, alle due di notte, appena arrivati ci ha mostrato le due tipologie di alloggi, camera extra lusso con vista dall’alto su tutta la baia, oppure appartamento a 10 metri dal mare, ovviamente per essere romantici con noi stessi, abbiamo optato nella scelta che conduce alla spiaggia…. Un lusso continuo, cambi stile in vertiginosi, dal costume, al completo elegante di sera, contornato da donne Russe in “freddi” drink bevuti insieme, da ragazze appena conosciute, e subito per casa partite, una stagione quasi conclusa, però di mille risate con altri italiani, con tutti gli amici egiziani, dai pizzettari, ai dj, dal volley sulla spiaggia degli animatori, ai gestori di ristoranti italiani, dalla reception, al giardiniere, al nostro amico fumatore Mahomoud!!
Che dire di questa persona? Mahomoud… La persona più vera, più sincera, più calorosa, più amica del luogo, colui che intrattiene la gente con gentilezza, modi di fare cortesi, colui che prepara i narghilé ai turisti, in un piccolo spazio davanti al bar della spiaggia, stavamo sempre da lui a fumare i tabacchi più strani accompagnati da splendido e gustosissimo tè nero egiziano, le stelle, i dialoghi in inglese con il nostro amico, gli scambi di cultura, le tantissime risate, ci hanno unito in un modo incredibile a lui, dovunque stavamo quando lui passava sulla spiaggia, ci chiedeva sempre se avevo bisogno di qualsiasi cosa, una grande persona, come se ne trovano poche al mondo. Di fianco a lui “il napoletano”, un ragazzo con strani occhiali da soli, simpatico e che gestiva un cammello, e faceva fare giri con il suo amico Oscar a tutti i turisti della reggia in cui soggiornavamo, lo chiamiamo così perché dice di essere stato a Napoli per due mesi, e secondo voi, ancora stava a lavorare con i cammelli se aveva vissuto a Napoli??? All’inizio, Danilo lo distraeva e io scattavo le foto al cammello, perché voleva cinque euro a foto, a me veniva da ridere solo a guardarlo, e così gradualmente è divenuto nostro amico, ricordo ancora una sua scenetta comica, mi sono buttato per terra dal ridere, stavamo giocando a beach volley, la palla va fuori e passa davanti a lui, inizia a correre dietro alla palla, dimenticando che nell’altra mano reggeva il cammello per una corda, quindi vedevi la palla correre, lui che correva goffamente dietro la palla, e il cammello che correva dietro a lui!!! Lo ringrazio ancora per i massaggi miracolosi fatti al mio collo gli ultimi due giorni, è stato grandioso mi ha levato un incubo di dosso in cinque minuti. Loro sono le due persone da strada, umili e simpaticissimi che con i loro gesti spontanei e che venivano dal cuore, hanno conquistato subito le nostra attenzioni.
Sulla spiaggia quando sentivi qualcuno gridare, eravamo io e Danilo, tanto non ci capiva nessuno, e così i pochi italiani che c’erano ci hanno subito individuato, i primi sono stati Diana e Davide, due ragazzi simpaticissimi, che hanno legato subito con noi, e come ci siamo conosciuti non ci siamo più persi di vista, dedico a loro queste righe del racconto e auguro a Diana, tutto il bene possibile, dal momento in cui leggerai, sai a cosa mi riferisco, ti sono vicino con il cuore perché riesco a percepire le tue emozioni. Abbiamo subito deciso di fare il safari in moto insieme, e il primo sabato siamo partiti, con il venerdì prima in giro per la città, a cercare una banca Western Union perchè già avevamo finito i soldi! Bellissimo il deserto di notte, una figata pazzesca, una cinquantina di ragazzi e ragazze su delle moto a 4 ruote, che viaggiano sui sessanta chilometri orari, in fila indiana, abbiamo percorso venticinque chilometri nel deserto per raggiungere il villaggio dei beduini, dove abbiamo fumato, mangiato e bevuto insieme a loro, ma lo scopo principale del safari era vedere il tramonto nel deserto, così portai con me il telefono cellulare per fare le foto, e disgraziatamente un cammello mi ha fatto fuori il display del cellulare, e non ho potuto purtroppo più fare foto nella settimana successiva. Il tramonto è stato bellissimo, in cima ad una collina, in mezzo al deserto, con al fianco il mio cuginetto preferito, siamo stati romantici con noi stessi, coi i nostri animi sfortunati in amore. Nel tornare con le moto, era ormai giunta la notte, e abbiamo affrontato il deserto notturno, e devo dire che è stato bellissimo, emozionante e travolgente, guidare di notte, nella sabbia alzata dai nostri mezzi che ci riconducevano sulla strada del nostro amato Hotel.
Negli stessi giorni, è nata un'altra amicizia con altri due ragazzi italiani, Enrico in arte “Gigi la trottola”, e Manuela, lei vive in Austria e lui lavora a Roma, vicino dove lavoro io, quindi le giornate trascorrevano lentamente, e tutti quanti insieme, avevamo formato una squadra di beach volley interamente italiana, che sfidava qualsiasi altra nazione, portando sempre clamorose rimonte e vittorie inaspettate, mantenendo alto l’onore della nostra Italia! Con noi c’erano anche Dino e Francesca due infermieri, due ragazzi del sud, lei aspetta una creatura, ed era in viaggio di relax, è stata molto coraggiosa perché ha affrontato il safari con noi, soltanto con una variante, la jeep al posto della moto! Un saluto anche a loro.
Poi è avvenuta la conoscenza più assurda e stravagante di tutta la vacanza, Misha, un ragazzo russo sballatissimo, che professa la religione indù, vive in india 5 mesi su 12, e nella vita non fa nulla oltre al meditare, fumare, e rispettare il suo Dio. A primo impatto ti sembra una persona strana, tutto rasato, un codino in fondo alla nuca, colorato, sempre sul Surf in balia del vento, che vive la vita sul motto: “Nothing is bad!” sempre con la sua pipetta dietro, e con le cuffie alle orecchie, lui era la nostra guida in mezzo alle ragazze russe, lo sentirvi urlare i nostri nomi, dall’altra parte della spiaggia, mentre noi giocavamo, e noi mentre nuotavamo urlavo il suo nome quando ci passava vicino con il wind-surf!!! Ci ha invitato a visitare l’india, per la troppa simpatia e feeling che c’è tra di noi.
Negli ultimi due giorni abbiamo conosciuto due ragazzi olandesi, Michael ed Hellen, che soggiornavano nell’appartamento affianco al nostro, posseggono un camping in Olanda come attività, abbiamo scambiato subito 4 pensieri con loro, e abbiamo subito notato che c’era la stessa sintonia di pensiero e lo stesso stile di vita, ci siamo lasciati andare a qualche fumata e dialogano con loro, e anche questi ultimi due ragazzi ci hanno invitato a visitare l’Olanda, cosa che terrò molto in considerazione per le prossime vacanze.
L’ultima sera all’insegna della magia del luogo, proprio in questa ultima serata, sono arrivate ventisei ragazze russe, e noi alle cinque di mattina dovevamo partire, un segno evidente che l’amore con queste vacanze non c’entra nulla, ci dirigevamo nella discoteca dell’hotel, e come siamo entrati c’era un animatore dall’aspetto un po’ bizzarro, capelli lunghi rasta, vestito tutto di bianco, con un muso da cattivo, che ballava sul palco, Danilo come ha visto che sapeva ballare bene, si è tuffato sul palco e l’ha sfidato a ballare, dando vita ad un duello davvero straripante, ovviamente ha vinto il mio cuginetto che ha concluso le danze ballando sulla testa, e alternando gambe in aria, e contorcendo il corpo come onde del mare.
Alla fine della sfida siamo andati tutti insieme a bere, e proprio mentre avevamo i bicchieri in mano, Danilo ha fatto un gesto di cortesia chiedendo al bizzarro animatore se volesse favorire dal suo bicchiere, bene signori miei, questo uomo ha cominciato a mordere il bicchiere, mangiandolo pian piano davanti ai nostro occhi, facendoci vedere che la sua bocca non sanguinava, e facendoci sentire con le nostre mani che ingoiava tutto il vetro, e sapete cosa ha fatto dopo aver mangiato il bicchiere??? Ha fatto un bel rutto!! Ci ha spiegato che è un fachiro, che mangia fuoco e vetro, esattamente fino a 7 casse di bicchieri, senza problemi, insomma cose da rimanere senza fiato, come il fatto di non vedere la luna per nove giorni, e poi vederla spuntare nel cielo all’improvviso nell’ultimo giorno, oppure osservare il cielo per dieci giorni senza vedere una nuvola bianca! Ancora una volta mi sono reso conto di essere una piccola particella dell’universo e che conoscere culture diverse è sempre bellissimo, e che il mondo non è come viene descritto dai media, gli arabi sono persone come noi, non ci odiano anzi ci adorano e gli piacciono gli italiani perché hanno sempre il sorriso sul volto, loro ci dicevano sempre: “You are funny!” e ci abbracciavano! Nelle ultime ore, insieme a Mahomoud, Misha, Danilo, abbiamo organizzato un piccolo festino tra di noi, per salutare il posto, le stelle, la spiaggia, l’incantevole mare, il nostro amico egiziano ci ha abbracciato fortissimo, e ci ha detto che avrebbe sentito tantissimo la nostra mancanza! Con la promessa che forse in aprile torneremo a visitare la terra dove il vento, la sabbia, il mare, le stelle, un cielo sempre limpido senza nuvole, una terra dove sono nove anni che non piove, una terra rimasta incanta e che si adatta benissimo al mio animo bucolico, un paradiso di emozioni uniche che vengono fuori soltanto alla vista di questi luoghi rimasti “ibernati” nei meandri del passato, ma soprattutto dove la gente vive di calore unico, di rispetto per il proprio Dio, e per gli altri, abbiamo lasciato tanti amici li giù, e sono sicuro che tornerò a farvi visita. Anche perché nell’ultima serata la nostra simpatia è arrivata fino al manager dell’hotel che è per metà napoletano e metà egiziano, ci ha proposto di rimanere una settimana in più gratuitamente offerta da lui, ma purtroppo il lavoro chiama e mi duole andare via da questo luogo che mi dona una serenità assoluta, insomma abbiamo conquistato tutte le persone del luogo, e nessuno è sfuggito alle nostre urla e al nostro caos!!!
Una vacanza come la volevo io, in un hotel da urlo, una reggia favolosa, con tutti i comfort necessari, con gente sempre gentilissima e calda, con la persona giusta al mio fianco, lui danzando in duelli con fachiri, io scrivendo e riportando con il migliore metodo di comunicazione al mondo le nostre gesta! Sole, relax assoluto, comunicazione, e splendida natura hanno affievolito i nostri nervosismi distendendo i nostri animi, oltre l’infinità della serenità che l’universo ha dentro di se, mi sento rigenerato, più calmo e rilassato, e questo è anche grazie a te Danilo! Dopo questa avventura, caro Danilo, per me e te ne vedo altre all’orizzonte Europeo e non solo, mondo preparati, abbiamo appena iniziato!!!!!!!!
Dedico questo racconto, alla persona che per molto tempo desiderava passare dei momenti con me, il mio cugino Danilo, sapevo già che sei una persona bellissima, in questa avventura me lo hai confermato, e sono contento di averla passata con te perché mi sono divertito tantissimo unendo la tua pazzia alla mia follia, ti voglio bene caro Danilo, non lo dimenticare mai, anche se l’amore non ci è amico in questo periodo, arriverà anche per noi la persona giusta, nel frattempo lo sai che ti dico? Io e te abbiamo ancora molto luoghi da visitare!!!!!!!! 9월 2일 Il gattino del destino – Dedicata a Joker
Il gattino del destino – Dedicata a Joker
A volte mi hai fatto sfiorare il sole Da lì tu hai ripreso del manto il colore.
A volte hai intenerito il mio cuore Da lì tu hai ripreso tutto il mio amore.
A volte mi hai fatto ridere e sfiorare le nuvole Da lì hai ripreso il tuo leggiadro modo di festeggiare.
A volte la mattina presto salivi sul mio letto Per far farmi le coccole, o qualche dispetto.
A volte mi davi la buonanotte Quando tornavo tardi la sera Da sbornie, o serate tristi Tu eri li davanti la porta ad attendermi.
A volte ti ho fatto milioni di foto Perché volevo un ricordo di te, Che non svanisse mai.
A volte, come ora mi capita di piangere Perché tu non ci sei più Gatto del destino Dalla strada il mio amico ti tolse E dalla strada per l’ultima e infinita volta ti ho raccolto.
Mi fa male, tanto, tu che ogni giorno mi facevi sorridere E nessuno potrà mai capire quanto male mi fa la tua mancanza.
Era destino!!!!!!! Il fato per caso ti aveva portato a me Il fato per caso ti aveva reso mio compagno di tenerezze Il fato per caso mi ha lasciato di nuovo solo senza di te.
A volte amico, a volte nemico, o caro fato… Stavolta mi hai fatto proprio male Perché è la prima volta che scrivo per un piccolo animale Sembrava un bimbo, tenero, dolce e giocherellone Sembrava un essere umano, sembrava un animato cartone E ora tutta la famiglia è triste per la sua mancanza.
Il gatto del destino Ora si trova alle porte del cielo A salutare i passanti che entrano nel sacro paradiso Aspettami, perché un giorno passerò di li per rivederti.
Dedicata a Joker el micioso, sotto una macchina Daniele ti aveva raccolto, che eri piccolo ed indifeso, in un palmo di mano stavi, e questa mattina mentre uscivo, ti ho trovato per strada da una macchina investito, ti ha preso alla testa, e non mi ha lasciato speranze di curarti, dalla strada sei nato, e dalla strada sei andato via, un assurdo destino disegnato, per assurda volontà del fato, questa poesia, e il quadro che ho ordinato ieri, rimarranno sulle pareti di casa mia, per sempre, in ricordo del tuo nome, e quella canzone che ti rappresenta, sarà per sempre la musica celestiale che riconduce i miei pensieri a te. Ti voglio bene piccolo Joker. |
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